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✠ Dedicato a Maria, Madre nostra, pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge
Ti siano gradite le parole della mia bocca, il meditare del mio cuore davanti al tuo volto. Signore, mia roccia e mio redentore!
Beato l’uomo che si compiace nella legge del Signore e la medita giorno e notte.
Parlerò dei tuoi consigli: io trovo la mia gioia nei tuoi comandi. Sì, li amo molto tendo le mani ai tuoi comandi che amo e medito sulle tue volontà.
Il cuore mi bruciava nel petto. Al ripensarci si infiammava ancor di più.
Una frase del Vangelo per te:

Preghiere a Gesù Crocifisso

Fu rivelato a S. Margherita Alacoque, apostola del S. Cuore: "Nostro Signore sarà propizio in punto di morte a tutti coloro che di venerdì lo adoreranno 33 volte sulla croce, trono della sua Misericordia." (scritti n. 45) 
A suor Antonietta Prevedello il divino Maestro disse: "Ogni volta che un’anima bacia le ferite del crocifisso merita che Io le baci le piaghe della sua miseria e dei suoi peccati… io ricompenso con 7 doni mistici, quelli dello Spirito Santo, atti a distruggere i 7 peccati capitali, quelli che baciano per adorazione le piaghe sanguinanti del mio Corpo." 
A suor Marta Chambon, suora della visitazione di Chambery, fu rivelato da Gesù: "Le anime che pregano con umiltà e meditano la mia dolorosa Passione, avranno un giorno una partecipazione alla gloria delle mie Piaghe. Contemplami sulla croce, stringiti al mio cuore, vi scoprirai tutta la bontà di cui è colmo. Vieni figlia mia e gettati qui dentro. Se volete entrare nella luce del Signore bisogna nascondersi nel mio Costato. Se volete conoscere l’intimità delle viscere della Misericordia di Colui che vi ama tanto, dovete avvicinare le labbra con rispetto e umiltà all'apertura del mio Sacro Cuore. L’anima che spirerà nelle mie piaghe non si dannerà." 
Gesù a S. Geltrude: “Ti confido che mi torna assai gradito vedere lo strumento del mio supplizio circondato d’amore e di rispetto.”
Cosi scrive a un devoto S. Paolo della Croce: "Ma sopra tutto prego il dolce Gesù che imprima nel suo cuore la continua, tenera e devota memoria della sua santissima Passione, che è il mezzo più efficace per essere santo nel suo stato." E così incoraggia una marchesa perché non lasci il pio esercizio dell'orazione: "Mi dice che non sa fare alcuna orazione che sopra la Santissima Vita, Passione, e Morte del Salvatore. Seguiti pure questa, con la benedizione del Signore, che in questa santissima scuola s'impara la vera sapienza: qui è dove hanno imparato i Santi".

Pregare continuamente

Letteratura Copta, un esempio. Per trattare correttamente un argomento, si deve prima di tutto definire con esattezza i termini impiegati, altrimenti si rischia di parlare senza coerenza. Nel titolo della conferenza troviamo la parola “letteratura” che non fa problema, ma dopo viene l'aggettivo “copta” che viene spesso utilizzato, a parer mio, non adeguatamente. In questa sede intendo “copto” non nel senso di “lingua copta”, ancora meno nel senso nazionalistico che questa parola ha preso negli ultimi secoli, ma come l'espressione della tradizione alessandrina (che sia tramandata in greco, in copto boairico, saidico etc., oppure in arabo) che nasce al tempo della Chiesa indivisa e continua a vivere dopo il concilio di Calcedonia nella Chiesa Ortodossa in Egitto e nei paesi della Predicazione di S. Marco. Non dovremmo mai dimenticare che la parola “copto” è di origine araba e quindi totalmente anacronica quando parliamo di secoli anteriori all'arrivo degli Arabi in Egitto: sarebbe più giusto dire “egiziano cristiano”, ma lasciamo questo problema per un’ altra volta... Stasera, mi limiterò ad un esempio per illustrare la ricchezza della tradizione alessandrina. Il tema, quello della preghiera continua, è spirituale e spero che vi interesserà.
Lo troviamo espresso nella parabola di Gesù sul giudice ingiusto e sulla vedova importuna, dove il Divin Maestro parla della “necessità di pregare sempre, senza stancarsi” (Lc 18,1); anche l’Apostolo ci sprona dicendo: “Pregate incessantemente” e aggiunge: “in ogni cosa, rendete grazie” (1 Ts 5, 17 e 18).

Preghiere di liberazione

Se proponessi qui un formulario di "potenti preghiere di liberazione", come si annuncia su alcuni siti, potrei forse ingannare la buona fede di molti. La preghiera è innanzitutto una professione di fede, ovvero un rapporto dichiarato con Dio più o meno intimo, non una formula magica.
Aggiungo che a parer mio, anziché affidarsi a preghiere di auto-liberazione, si dovrebbe scegliere la guida di un buon Sacerdote.
Non biasimo quanti nel web le propongono in buona fede, si dovrebbe semmai cercare di discernere se in tal caso non esista qualche possibilità di illudere le povere anime bisognose. Si diffidi invece di tutti quei siti che propongono questo tipo di preghiere come potentissime, efficaci, ecc., certi titoloni hanno il solo scopo di portare visite al sito, magari perché contiene pubblicità commerciale. Per rispetto assoluto delle anime, qui non troverete niente di ciò.

Relazione con Dio è liberazione
La preghiera in genere, che si tratti d'una preghiera formulata o spontanea, deve (o dovrebbe) aprirci a contemplare la reale presenza dell'intera Coorte Celeste durante la recitazione; ciò avviene quando Dio ci ha dato di comprendere che la preghiera viene da Lui e a Lui torna. In termini più diretti: tu vivi l'essenza della preghiera quando senti che Dio partecipa alla tua preghiera. E' proprio così: Dio partecipa alla tua preghiera e ti nutre di Lui medesimo per mezzo di questa, tu in autentica adorazione, nell'amore che riesci a esprimere e donare a Dio nel gustare l'orazione. Sentirsi in debito d'amore e porsi in preghiera con umiltà e gioia può aiutare l'abbandonarsi a Cristo, nostra passione. Senza la partecipazione di Dio, non possiamo trovare gusto in nessuna preghiera. E Dio non si rifiuta mai, come e quando Lui sa per il nostro e l'altrui miglior bene.

Preghiere di Adorazione

Non sono molte le preghiere che seguono, perché non ne servono molte, e non solo in questo caso. La preghiera ardente che sgorga dal cuore è già perfetta preghiera di adorazione, siccome questa sopraggiunge solo se siamo aperti, dominati dall'amore dolcissimo di Dio.
Anche una sola, qualsiasi, semplice preghiera, ma espressa con fede vera, è una dichiarazione d'amore immensa che apre il Cielo.
Mi ha colpito questo bel sito interamente dedicato all'Adorazione Eucaristica, e ve lo propongo: adorazioneeucaristica.it
Di seguito alcuni formulari utilizzati per l'adorazione:

Preghiera di Adorazione
Sono qui, davanti a Te Signore. Ti guardo presente in questo pezzo di pane. Desidero che questo tempo sia per Te e in ascolto di Te: fammi la grazia del silenzio, metti a tacere con la tua presenza tutti quei pensieri che mi impediscono di contemplarti. Quale grande amore hai per me, Signore, e desideri una sola cosa: che io ti ami con la mia vita, anche se mi sento debole e fragile.
Nell'Eucarestia mi doni il pane che mi nutre, che mi dà forza nel mio cammino. Fa’ o Signore che questo momento di adorazione si prolunghi nella quotidianità della mia vita, per riconoscerti e contemplarti nei volti di coloro che ogni giorno mi doni di incontrare.

Preghiere tratte dalle "Rivelazioni dell'Amore Divino" di S. Gertrude di Helfta ("La Grande")

"Vi ho concepiti tutti nel ventre del mio Amore Materno..."
Santa Gertrude meditò che il Signore è chiamato esattamente unigenito, figlio unico, più che primogenito, poiché la Vergine Immacolata non ha avuto altri figli se non questo Figlio unico, che meritò di concepire per opera dello Spirito Santo.
La Beata Vergine maternamente le disse: "Il mio dolcissimo Gesù non è unigenito figlio unico, ma primogenito, primo nato, perché l'ho concepito prima nel mio seno. Ma dopo di lui e attraverso lui vi ho concepiti tutti nel ventre del mio amore materno, affinché voi diventaste suoi fratelli e figli miei."

Cristo, vita della mia vita
O vita della mia vita, possano gli affetti del mio cuore accesi dalla fiamma del tuo amore, unirmi intimamente a Te. Possa la mia anima essere come morta riguardo a tutto ciò che potrebbe cercare all'infuori di Te. Tu sei lo splendore di tutti i colori, la dolcezza di tutti i sapori, la fragranza di tutti i profumi, l’incanto di tutte le melodie, la tenerezza dolcissima dei più intimi amplessi. In Te si trova ogni delizia, da Te scaturiscono acque copiose di vita, a Te attira un fascino dolcissimo, per Te l’anima si riempie degli affetti più santi. Tu sei l’abisso straripante della Divinità, o Re, nobilissimo tra tutti i re, o Sovrano eccelso, o Principe chiarissimo, o Signore mitissimo, o Protettore potentissimo, o Gemma nobilissima di vivificante umanità, o Creatore di tutte le meraviglie, o Maestro dolcissimo, o Consigliere sapientissimo, o Soccorritore benignissimo, o Amico fedelissimo.

Preghiere e massime di S. Teresa di Calcutta

Vuoi le mie mani?
Signore, vuoi le mie mani per passare questa giornata aiutando i poveri e i malati che ne hanno bisogno? Signore, oggi ti do le mie mani.
Signore, vuoi i miei piedi per passare questa giornata visitando coloro che hanno bisogno di un amico? Signore, oggi ti do i miei piedi.
Signore, vuoi la mia voce per passare questa giornata parlando con quelli che hanno bisogno di parole d'amore? Signore, oggi ti do la mia voce.
Signore, vuoi il mio cuore per passare questa giornata amando ogni uomo solo perché è un uomo? Signore, oggi ti do il mio cuore.

In un momento di onestà
Signore, quando credo che il mio cuore sia straripante d'amore e mi accorgo, in un momento di onestà, di amare me stesso nella persona amata, liberami da me stesso.
Signore, quando credo di aver dato tutto quello che ho da dare e mi accorgo, in un momento di onestà, che sono io a ricevere, liberami da me stesso.
Signore, quando mi sono convinto di essere povero e mi accorgo, in un momento di onestà, di essere ricco di orgoglio e di invidia, liberami da me stesso.
E, Signore, quando il Regno dei cieli si confonde falsamente con i regni di questo mondo, fa' che io trovi felicità e conforto solo in Te.

Il Rosario e i Certosini

La leggenda dell’apparizione della Vergine a san Domenico, che gli avrebbe insegnato la preghiera del Rosario facendone l’apostolo, è ormai nota a tutti. Splendida storia, ma nessuno dei documenti primitivi dell’Ordine Domenicano ne parla, nemmeno i sette primi biografi del santo, o i numerosi testimoni venuti a deporre al suo processo di canonizzazione aperto nel 1233. La leggenda effettivamente comparirà solo diversi secoli dopo.
È possibile tentare di tracciare una storia del Rosario?

La preghiera dell’Ave Maria
Innanzitutto va esaminata la storia dell'Ave Maria. Se l’uso di unire il saluto di Elisabetta a quello dell’Angelo è molto antico[1], la seconda parte di questa preghiera è molto più recente. Ed è proprio nell'Ordine dei certosini che appare, prima di essere diffusa in tutta la Chiesa. In effetti, la domanda: "Sancta Maria, ora pro nobis" ("Santa Maria prega per noi") apparve per la prima volta in un breviario certosino del 13o sec. Nel secolo seguente, ancora in breviari certosini, la formula si sviluppa in: "Ora pro nobis peccatoribus. Amen" ("Prega per noi peccatori. Amen"), con talvolta la menzione "Mater Dei" ("Madre di Dio") dopo Maria. Infine, verso il 1350, apparve, sempre in un breviario certosino: "Nunc et in hora mortis. Amen." ("Adesso e nell’ora della [nostra] morte. Amen.")[2].