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Oranti di strada
Bisogna partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu (G. Alberione)
Maria Madre nostra, è il pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.
Una frase del Vangelo per te:

S. Giovanni da Fiesole detto il Beato Angelico (18 febbraio)

San Giovanni da Fiesole, Sacerdote († 1455).
Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro Trosini, nasce a Vicchio (FI) nel 1395 circa. Scarse sono le notizie pervenuteci sulla sua famiglia: sappiamo che il padre, di nome Pietro, era figlio di un certo Gino, mentre il fratello Benedetto, di poco più piccolo, lo aveva imitato nella scelta di farsi frate. La sua educazione artistica si svolse nella Firenze di Lorenzo Monaco e Gherardo Starnina; dal primo riprende sia l’uso di colori accesi e innaturali, sia l’uso di una luce fortissima che annulla le ombre e partecipa al misticismo delle scene sacre, tutti temi che ritroviamo nella sua produzione miniaturistica e nelle sue prime tavole. Nel 1418 realizzò una pala d’altare per la cappella Gherardini in Santo Stefano a Firenze (perduta).
Quando sentì la vocazione, insieme al fratello Benedetto, si presentò al convento domenicano di Fiesole. Ordinato sacerdote assunse il nome di Fra Giovanni da Fiesole. L’azione di santo e di artista del giovane si svolse mirabilmente nel clima di alta perfezione spirituale e intellettuale trovato nel chiostro. Le sante austerità, gli studi profondi, la perenne elevazione dell’anima a Dio, affinarono il suo spirito e gli aprirono orizzonti sconfinati. Così preparato, da buon Frate Predicatore, poté anch’egli dare agli altri il frutto della propria contemplazione e dar vita, col suo magico pennello, al più sacro dei poemi, narrando ai fratelli la divina storia della nostra salvezza. I suoi Crocifissi, le sue Madonne, i suoi Santi sono una predica che risuona nei secoli. Michelangelo ebbe a dire del Beato, ammirando l’Annunciazione e l’Incoronazione in San Domenico di Fiesole: “Io credo che questo Frate vada in Cielo a considerare quei volti beati e poi li venga a dipingere qua in terra”.
Anima di una semplicità evangelica, seppe vivere col cuore in cielo, pur consacrandosi ad un intenso lavoro. Sue sono molte pale d’altare a Fiesole (1425-1438) e le celle, i corridoi, l’aula capitolare e i chiostri del Convento di San Marco a Firenze (1439-1445). Recatosi a Roma, su invito di Pp Eugenio IV (Gabriele Condulmer, 1431-1447), dipinse nella Basilica di San Pietro e nei Palazzi Vaticani, e dal 1445 al 1449, per Pp Niccolò V (Tommaso Parentucelli, 1447-1455), la sua cappella privata e lo studio in Vaticano. Il Papa gli offrì la Sede Vescovile di Firenze, che energicamente rifiutò, persuadendo il Pontefice a nominare il confratello Antonino. Fu da Dio chiamato al premio eterno il 18 febbraio 1455 a Roma, nel convento di Santa Maria sopra Minerva, dove il suo corpo è ancora conservato nella attigua Basilica Domenicana. Figura singolare quella di Giovanni da Fiesole, tanto nella storia dell’arte che in quella della Chiesa. La diffusa fama di santità che lo distinse già in vita tanto da valergli gli appellativi di Angelicus e di Beatus – quasi egli dipingesse per ispirazione divina – è stata riconosciuta ufficialmente solo nel 1982, quando il Servo di Dio Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) ne ha sancito la memoria al termine dell’unico processo canonico basato non su scritti spirituali o teologici, ma su un catalogo di 135 dipinti. Del resto ad intuire che l’arte di Fra Angelico non poteva esser compresa se non alla luce della sua fede fu già il Vasari, suo primo biografo, che nelle “Vite” scrive: “Frate Giovanni Angelico da Fiesole, il quale fu al secolo chiamato Guido, essendo non meno stato eccellentissimo pittore e miniatore che ottimo religioso, merita per l’una e l’altra cagione, che di lui sia fatta honoratissima memoria”. Inoltre, nella chiesa domenicana di Santa Maria sopra la Minerva in Roma, il 18 febbraio 1984, lo stesso Papa, nel corso dell’omelia, disse: “Con tutta la sua vita cantò la gloria di Dio, che egli portava come un tesoro nel profondo del suo cuore ed esprimeva nelle opere d’arte. Fra Angelico è rimasto nella memoria della Chiesa e nella storia della cultura come uno straordinario religioso-artista. Figlio spirituale di san Domenico, col pennello espresse la sua “summa” dei misteri divini, come Tommaso d’Aquino la enunciò col linguaggio teologico. Nelle sue opere i colori e le forme “si prostrano verso il tempio santo di Dio” (Sal 138, 2), e proclamano un particolare rendimento di grazie al suo nome”. E concluse l’omelia, dicendo : “… accogliendo le domande fatte dall’Ordine domenicano, da molti vescovi e da vari artisti, proclamo il Beato Angelico patrono presso Dio degli artisti, specialmente dei pittori. A gloria di Dio. Amen”

(A cura di Nicoletta Nonna)
Tratto da: www.vivienna.it »»»


Preghiera dell'artista al Beato Angelico
(Mons. Ennio Francia)

O beato padre Angelico, che dal cielo segui gli artisti di tutto il mondo, ti preghiamo perché intercedi presso il Padre affinché ogni artista cresca in santità di vita, attento ai segni dei tempi e al proprio ingegno creativo.
Ti preghiamo di intervenire perché i pastori della Chiesa, illuminati dallo Spirito Santo, annuncino il Vangelo e siano veri testimoni, così che le arti tornino al servizio del culto, della catechesi, della cultura e della carità.
Concedi inoltre ai governanti di popoli e nazioni di operare per la giustizia e la pace, donando bellezze e bene alla città dell’uomo.
Che tutti vivano, o beato Angelico, nelle comunità cristiane con lo spirito del pellegrino, libero da fragilità e dagli effimeri risvolti della carne.
Ti preghiamo per gli artisti, perché sappiano crescere nella Chiesa insieme a Cristo e camminare incontro a lui con fede, speranza e carità, esprimendo la sua divina misericordia nelle forme dell’arte e in attesa del gusto di incontrarlo nel cielo.
Per tua intercessione, sappiano gli artisti di ogni arte e cultura contemplare, nel mistero di Cristo incarnato e redentore, il modello per testimoniare il Vangelo e rappresentarlo nelle opere, dopo aver riscoperto in se stessi l’intima presenza di Dio.
Intercedi perché ogni artista impari a ringraziare il Signore per tutti i doni di grazie e imitare il tuo mistico raccoglimento, così da impegnarsi con coraggio e chiarezza al ministero e al servizio delle arti.
Intercedi anche per gli artisti defunti, perché nello splendore della gloria di Dio, di cui tu già godi, essi vengano ricompensati di quanto di sacro, durante la vita terrena, hanno fatto pregustare con le loro opere.
Ti chiediamo, infine, di aiutarci a illuminare la nostra mente e di riscaldare il nostro cuore per mantenere lo stupore della nostra fedeltà a Cristo e realizzarlo ogni giorno nella Chiesa, secondo le indicazioni del papa e dei vescovi.
Sostienici nello sperimentare i tratti della verità, della bellezza e della bontà del Signore nel nostro pellegrinaggio artistico di quaggiù e contemplare il fascino dell’appartenenza al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo nella casa di lassù. Amen.

(Da “Il grande libro delle preghiere ai Santi”, a cura di Centro Studi MAMRE)

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