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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

☩ UN PASSO DEL VANGELO PER TE

La preghiera ascende al Paradiso

Pregare bene o pregare molto?
Il sottotitolo è volutamente provocatorio, si può pregare bene e anche pregare molto, poiché l'una non esclude l'altra cosa. Certamente parrebbe più facile pregare senza tante pretese, parrebbe soltanto però. Pregare in fretta o distrattamente lascia la coscienza inquieta, lascia una forte insoddisfazione perché lo Spirito Santo non è entrato. Le preghiere formulate meccanicamente non possono aprire né il nostro cuore, né quello di Cristo, sono come frutti sterili per la nostra casa nei Cieli. Ma se ci guardiamo indietro, chi non avrà perso di questi talenti?

Non angustiamoci, Dio è misericordioso, anzi: Dio è pura misericordia ed è nostro Padre. Stiamo sereni, Dio ci ama pazzamente e con Lui niente è perduto per sempre, a condizione di aver "posato almeno la prima pietra" per la nostra casa nei Cieli.
Dobbiamo fare delle nostre preghiere le fondamenta per la nostra casa nei Cieli. Mica possiamo accettare di respirare l'olezzo asfissiante dell'Inferno! E neppure possiamo accontentarci delle nebbie del Purgatorio! Dobbiamo mirare più in alto: dobbiamo poter partecipare al coro, ai canti di gloria. Questa è l'unica ambizione che Dio benedice in noi, DOBBIAMO MIRARE AL PARADISO.

A questo (ma non solo a questo) Dio ci chiama, nessuno escluso. Se non udiamo è perché in un crescendo di insensibilità semi-incolpevole, abbiamo acconsentito fin dall'adolescenza che satana ci riempisse gli orecchi col cerume delle cose vacue, quando passioni e idoli sono diventate le aspettative dominanti della nostra vita.
Ma è bastato soffermarci un solo attimo all'ascolto, perché Dio potesse dilagare a riempire il vuoto, fino a rivelarci quanto meravigliosa e sconvolgente sia la nostra responsabilità nei confronti degli altri. Non stupiamoci. (Dopo leggi qui il perché).

LA PREGHIERA
La preghiera è una corrente ascensionale che eleva alla contemplazione di Dio.
Se ci abbandoniamo nella preghiera, possiamo contemplare Dio che agisce in noi e per mezzo di noi. E' così che la preghiera ci apre all'intimità con Dio, con la Madonna nostra Madre, coi Santi e cogli Angeli: se ci doniamo senza misura e senza tempo. La nostra vita, le nostre giornate, hanno un tempo anche per la preghiera, ce lo chiede Dio: "Dio ci chiede di chiedere Lui stesso: DIO".

La preghiera intensa si fa col cuore, senza alcuna fretta. Sia che preghiamo da soli, oppure in due o tre con una buona intesa, il modo per abbandonarci a Dio è di pregare molto lentamente, meditando, gustando parola per parola, prendendoci il tempo e le pause necessarie. Questo è lasciare spazio a Dio, è amare Dio, è baciare Dio. E dopo aver gustato questa intimità non potremo accontentarci di niente di meno, o ne soffriremmo per aver dissipato la Grazia, giacché il Padre ci ha instillato il desiderio di tergere il Sangue di Cristo, di fargli scudo per ripararlo dagli sputi, dai colpi, dalle offese. Di piangere per Lui e con Lui.

E allora prepariamoci a tanto: "Beato è chi prega prima della preghiera, beato è chi prega prima della S. Messa, che tutt'altro cibo può gustare!".
Come potremo gustare la S. Messa se ci accomoderemo 15-20 minuti prima, piuttosto che arrivarvi trafelati all'ultimo momento, per raccoglierci in preparazione alla Grazia del Sacrificio Eucaristico e delle sante benedizioni! E ricordiamoci di benedire il sacerdote! Anche lui prega prima di celebrare Messa.

Dobbiamo "entrare in preghiera" e sprofondare nella preghiera intima del cuore. Per farlo occorre prima "scaldare" lo spirito con la preghiera. Anche il cibo per l'anima, come quello per il corpo, dà maggior ristoro se è caldo.
"Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà" (Matteo 6,6).

Lo scopo della preghiera è proprio quello di creare la condizione per entrare in intimità con Dio (e quindi in grazia) e per restarvi. Ciò che conta è pregare con cuore aperto, umile e contrito. La Grazia di Dio è intimità d'amore e la preghiera lenta, meditata, è efficacissima a far sì che lo spirito prevalga sul corpo. Anche Dio gioisce che si riservi un tempo dedicato ed esclusivo per Lui.
"Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto" (Luca 11,9-10).

Raccogliamoci quindi riconoscendo prima i nostri peccati, chiedendo intimamente perdono a Dio.
Preghiamo col cuore queste preghiere, faremo circolare il pane dell’amore in un mondo migliore, abbiamone fede. E allorché lo spirito è uno in comunione con la Coorte Celeste, si mediti la Passione di Cristo con la Coroncina della Divina Misericordia e, se possibile, si termini col Santo Rosario e le Litanie della Divina Misericordia.

Ecco: "Dio è sceso in gloria a celebrare se stesso nei suoi figli".
Dio sia benedetto!

Teófilo

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