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Oranti di strada
Bisogna partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu (G. Alberione)
Maria Madre nostra, è il pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.
Una frase del Vangelo per te:

La Congregazione dei Passionisti e il fondatore S. Paolo della Croce

Cenni biografici sul fondatore
Paolo Danei nasce ad Ovada (AL) il 3 gennaio 1694. Dopo un lungo cammino di ricerca vocazionale comprende che Dio lo chiama a servire gli uomini nel loro bisogno più profondo: la ricerca di Dio.
A 26 anni rompe la logica del mondo, veste e vive da povero e penitente. Raduna compagni per contemplare e annunziare la passione del Signore. Sollecitato dalle autorità ecclesiastiche, si dedica alla predicazione, percorrendo la penisola con una serie di memorabili missioni popolari. Cristo è il cuore della sua parola, la sua passione, il suo amore. Toccava i cuori e cambiava la vita di chi lo incontrava.
All'uomo del settecento, poco incline a una fede profonda e concreta, spesso portato a negare alla religione ogni spazio sociale, Paolo propone la meditazione della Passione la più grande e stupenda opera del divino amore. La meditazione della passione di Gesù, ha scritto, è il mezzo più efficace per dare senso e valore alla vita. Gli uomini vivono insoddisfatti perchè non riflettono su quanto ha fatto e patito Cristo Gesù. Paolo muore a Roma il 18 ottobre 1775. Egli è il santo della Passione di Gesù Cristo: il segreto del suo ardore mistico, del suo apostolato efficace ed instancabile, l'idea ispiratrice della sua Congregazione. Ai suoi figli, i Passionisti, ha affidato il compito di prolungare nei secoli il suo spirito.

Cronologia essenziale
3 gennaio 1694 - Paolo Danei nasce a Ovada (Al) da Luchino ed Anna Maria Massari, secondogenito di una famiglia di 16 figli. Il 6 gennaio, al battesimo riceve il nome di Paolo Francesco.
1713 - La vita di Paolo ha una svolta fondamentale. E' una specie di rinascita e conversione spirituale: si impegna in un servizio totale a Dio.
1717 - 1720 Lungo periodo di grandi illuminazioni spirituali.
22 novembre 1720 - 1 gennaio 1721 Alla sera del 22 novembre 1720, nella cappella dell'Episcopio di Alessandria, il vescovo Mons. Francesco Maria Arboreo di Gattinara lo riveste della tunica di penitenza. Paolo, il 23 novembre, si ritira in un piccolo locale annesso alla sacrestia della chiesa di S. Carlo in Castellazzo. In questa cella Paolo scrive la prima Regola (2/7 dicembre 1720) e il Diario, testo di altissima mistica. Questa esperienza spirituale e mistica dei 40 giorni, è detta "Castellazzo".
1721 - Alla fine di agosto Paolo parte per Roma per ottenere l'approvazione della nuova congregazione. L'8 settembre approda per la prima volta al Monte Argentario, del quale rimane incantato. Giunto a Roma, non gli è permesso parlare con il papa, allora si reca a S. Maria Maggiore dove, nella cappella " Salus Populi romani", emette il voto di propagare la memoria della passione.
1721 - Vestizione di suo fratello Giovanni Battista, il 28 novembre. Prime esperienze di vita solitaria a Castellazzo: a S. Trinità da Lungi e a S. Stefano. Nella quaresima del 1722 si impegna nella catechesi e nell'annuncio della Passione con grande frutto.
1737 - Il 14 settembre viene inaugurato il primo ritiro della Congregazione dedicato alla Presentazione di Maria al tempio, in ricordo della sua definitiva consacrazione a Dio (21 nov. 1720). La prima pietra era stata posta il 4 marzo del 1733.
1741 - Il Papa Benedetto XIV, il 15 maggio, approva la prima volta il testo delle Regole della Congregazione della Passione. Paolo Danei, l'11 giugno, emette la sua professione e prende il nome di Paolo della Croce.
1744 - 1761 - Periodo di espansione della Congregazione con la fondazione dei ritiri di Vetralla, S. Eutizio (Vt),S.Sosio, Ceccano e Paliano (Fr), e altri; ma anche periodo di difficoltà e di crisi. La Congregazione con l'aiuto di P.Marcaurelio e di P. Fulgenzio si dà una linea formativa incentrata in una profonda umanità, in un distacco totale, nello stare alla presenza di Dio e nel partecipare alla passione di Cristo e dei fratelli. Per assicurare una migliore formazione ai novizi Paolo, il 16 luglio 1761, fonda il ritiro di S. Giuseppe al Monte Argentario.
1762 - Paolo scrive il piccolo trattato de “la Morte Mistica”, con l'intenzione di guidare le anime alla piena partecipazione della Passione di Cristo, scopo della sequela e vertice della santità.
1768 - Nella settimana santa vuol fare l'adorazione di 24 ore davanti al sepolcro. E' in quell'intensissima adorazione che il Signore gli imprime fisicamente sul cuore gli strumenti della Passione: si tratta di una stigmatizzazione particolare " con un misto di eccessivo amore e di eccessivo dolore” Poco dopo questa esperienza, sempre nel ritiro di S. Angelo, viene abbracciato dal Crocefisso.
1768 - La Congregazione è "molto benedetta da Dio". Alla fine dell'anno i religiosi professi sono 130 distribuiti in 12 ritiri. I postulanti sono in continuo aumento.
1769 - Clemente XIV, con il Breve " Salvatoris et Domini nostri" approva, per la terza volta e in forma solenne, le Regole. Con la Bolla "Supremi Apostolatus" del 16 novembre 1769, approva la Congregazione. Paolo intona il Te Deum di ringraziamento per tanti favori.
1775 - Il 29 agosto Paolo detta il "Testamento spirituale" con il quale raccomanda la carità fraterna, la cura della Congregazione, la riconoscenza per i benefattori e l'amore appassionato alla Chiesa. Il 15 settembre, Papa Pio VI approva, per la quarta volta, le Regole.
18 ottobre 1775 - Paolo della Croce, in atteggiamento penitenziale e in pace, muore a Roma nel rito dei Ss. Giovanni e Paolo lasciando la congregazione "ben stabilita".

Chi sono i passionisti?
S. Paolo della Croce radunò compagni perchè vivessero insieme e annunciassero il Vangelo di Cristo. Il popolo li chiamò Passionisti. Per la Chiesa, che ne approvò la regola di vita, essi formano la Congregazione della Passione di Gesù Cristo.
I Passionisti, fedeli al carisma del fondatore:
- vivono e lavorano in comunità fraterne coltivando lo spirito della preghiera, di solitudine, di povertà, per conseguire una più intima unione con Dio ed essere testimoni del suo amore;
- seguono il Cristo Crocifisso facendo del Vangelo la regola della loro vita e la fonte perenne del loro apostolato;
- esprimono la consacrazione alla Passione del Signore con voto speciale. Consapevoli, infatti, che la Passione di Gesù continua nel mondo di oggi, condividono le ansie e le tribolazioni degli uomini, specialmente dei poveri e degli abbandonati;
- guidano i fratelli verso la pienezza della vocazione cristiana, sostenendo il loro cammino con la forza redentrice della morte e resurrezione di Cristo, messaggio centrale della loro multiforme predicazione:
- portano sull'abito un simbolo o segno:un cuore bianco sormontato dalla croce, con una scritta JESU XPI PASSIO (Passione di Gesù Cristo). Questo simbolo ricorda a tutti il mandato di S. Paolo della Croce: "Ci dedichiamo a fare memoria delle sofferenze di Gesù e a promuovere, nei cuori della gente, una vera devozione alla sua passione".

Apostoli del Crocifisso: la spiritualità passionista
Per salvare il mondo Cristo morì sulla croce, mentre gli uomini attendevano la salvezza per le vie di potenza umana.
Anche oggi nè la scienza, nè il benessere salveranno il mondo, ma solo la croce di Cristo. I passionisti annunciano la Passione del Signore, non solo come evento del passato, ma come realtà presente nella vita degli uomini. Si accostano a coloro che oggi sono crocifissi dalla ingiustizia, dalla violenza e da ogni forma di sofferenza, tramite le missioni popolari, loro attività specifica. Nella lettura dei segni dei tempi infatti, scoprono il mondo di oggi crocifisso dalle situazioni di ingiustizia e dall'assenza di Dio e vivono questa situazione come sfida alla loro vita e al loro apostolato.
Seguendo la tradizione del Fondatore, si dedicano alla evangelizzazione dei popoli preferendo i più poveri, nei luoghi più abbandonati. Non si limitano alla predicazione nelle chiese, ma portano il messaggio della Croce all'interno delle famiglie, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri. Si servono anche dei mass-media per raggiungere più gente possibile. E' facile vedere nei crocicchi delle strade, o a fianco delle chiese o edifici sacri, delle croci con il segno dei Passionisti: sono il ricordo delle loro missioni. I Passionisti lavorano anche nelle missioni estere: sono presenti in tutti i continenti.
Altro settore specifico di apostolato sono gli Esercizi spirituali nelle case dell'Istituto e dovunque sono chiamati. Si rendono disponibili verso tutti coloro che chiedono la direzione spirituale. Le loro chiese sono centri di riconciliazione.

Santi e Beati passionisti
San Paolo della Croce, San Vincenzo Maria Strambi, Sant'Innocenzo Canoura, Santa Gemma Galgani, San Gabriele dell'Addolorata, Santa Maria Goretti, Ven. Galileo Nicolini, Beato Domenico della Madre di Dio, Beato Grimoaldo Santamaria, Beato Eugenio Bossilkov, Beato Isidoro de Loor, Beato Lorenzo Salvi, Beato Pio Campidelli, Beato Carlo Houben, Beato Bernardo M. Silvestrelli, Beato Giovanni Battista Danei, Ven. Dolores Medina, Ven. Giovanni Bruni.

Tratto da: paolodellacroce.altervista.org

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