Image Cross Fader Redux /* BOX POP UP PAPA FRANCESCO INIZIO */ /* BOX POP UP PAPA FRANCESCO FINE */
Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

La pace nelle apparizioni mariane

La storia del mondo non è estranea al Cuore materno della Vergine.
Dopo la prima guerra mondiale fino ai nostri giorni, i romani Pontefici non hanno cessato di mettere al bando la guerra: "Guerra alla guerra!", esclamava Pio XII nel 1944 e 1948.
"Non più la guerra, non più la guerra!", ribadiva Paolo VI parlando all'Onu nel 1965, e aggiungeva: "La pace deve guidare le sorti dei popoli e dell'intera umanità".
"La guerra è il mezzo più barbaro e più inefficace per risolvere i conflitti", precisava Giovanni Paolo II nel 1982.
"La guerra è una follia". "Questa è l'ora del pianto. L'uomo dovrebbe piangere per convertirsi": ha detto Papa Francesco il 14/9/2014, nel centenario della prima guerra mondiale presso il sacrario di Redipuglia (Gorizia), che custodisce le spoglie mortali di oltre 100 mila caduti di quella grande guerra.
Il tentativo laicista di staccare la pace dall'ambito religioso per farne un valore autonomo dell'etica relazionale tra i popoli, non resiste dinanzi alla constatazione che "il deficit religioso della nostra epoca è l'attuale sconfitta della pace", avvertiva lo scrittore tedesco Th. Mann (+1955) nel 1938. (Il romanzo "La montagna incantata" di Th. Mann del 1924 era una parabola per descrivere la decadenza della vita spirituale del tempo.)

A Medjugorie la Vergine annuncia: "Il mondo può essere salvato soltanto tramite la pace; però il mondo avrà la pace solo se troverà Dio".
La pace è dono di Cristo: "Vi lascio la pace, vi dò la mia pace" (Gv 14,27), ma è insieme una speranza e un impegno dei credenti.
La Regina della pace, instancabile messaggera del Figlio e "Nostra Signora della premura" (come la invoca papa Francesco nell'esortazione apostolica Evangelii gaudium n.288), la Vergine nella Chiesa e nel mondo promuove la pace di Cristo attraverso le sue continue e materne apparizioni.
La pace nelle apparizioni mariane è:
1) inconcepibile senza l'itinerario ascetico-spirituale chiesto dalla Vergine ai veggenti;
2) il frutto più genuino della gioia proveniente dalla conversione a Cristo Maestro, tramite Maria "Maestra che ci fa conoscere Gesù"; (E' stato detto che Lourdes "non è solo un'oasi di pace. Lourdes è il mondo in pace).
3) lo stadio più elevato del "benessere generale" (spirituale e materiale), raggiunto mediante un preciso percorso verso la perfezione, e la consapevolezza che il genere umano va incontro a Dio Padre nella Patria celeste alla fine dei tempi;
4) il bene supremo del trionfo di Cristo sull'impero del male scatenato da Satana nella storia umana.

L'enciclica più famosa di Giovanni XXIII Pacem in terris (1963), testamento o manifesto rivolto a tutti gli uomini di buona volontà, segue questa impostazione: "Al criterio della pace che si regge sull'equilibrio degli armamenti" va sostituito "il principio che la vera pace si può costruire nella vicendevole fiducia", "un obiettivo che può essere conseguito...ma nella luce della ragione, e cioè nella verità, nella giustizia, nella solidarietà operante". (Il testo della Pacem in terris di Giovanni XXIII nacque dal suo cuore di Padre nei giorni della crisi dei missili di Cuba, quando il mondo si trovò - era l'ottobre 1962 - sull'orlo di un conflitto mondiale fra le due superpotenze di allora: gli Usa e l'Urss. In quell'occasione l'appello papale non cadde nel vuoto.)
A fondamento della vera concordia tra i popoli, Giovanni Paolo II aggiungerà il binomio: giustizia e perdono, poiché "non c'è pace senza giustizia e non c'è giustizia senza perdono".

Sommario
In questo contributo, dopo esserci chiesti:
1) perché appare la Madonna?, vedremo:
2) la continuità tra i messaggi delle apparizioni mariane e le tre opere principali della penitenza ecclesiale; per poi:
3) dimostrare che la pace del cuore e la pace collettiva tra i popoli è frutto della preghiera, penitenza e sacrificio; infine:
4) delineeremo l'incidenza sociale di alcune apparizioni su eventi relativi alla Chiesa e all'umanità.
Alcuni rilievi finali e un'indicazione bibliografica concluderanno l'esposizione.

1. Perché appare la Madonna?

a. Per svolgere la sua missione di Madre.
Le apparizioni mariane o "mariofanie" come le chiamava Jean Guitton (+ 1999, l'ultimo umanista e il Pascal dei nostri tempi), sono il segno della presenza vigile della Madre tra noi: "Se c'è un segno dal cielo che Maria è sempre vigile sulla nostra vita, sono le sue apparizioni: quel tornare a noi, in una veste veramente celeste, che preannuncia ciò che saremo in cielo, sempre ammonendoci come fanno le vere mamme, con quel cuore grande che hanno"; (Antonio Riboldi, vesc. emerito di Acerra).
La Madonna appare quale Mediatrice di Cristo e Madre universale per manifestare la potenza di Dio e del proprio Figlio.
A chi meravigliato, chiede perché appare Lei (raramente Gesù e i santi), il teologo cattolico H. U. von Balthasar (+ 1988) risponde:
"Chi si meraviglia in questo modo non ha capito chi è veramente Maria. Ella è il prototipo della Chiesa, la Chiesa nella sua forma più pura, la Chiesa come dovrebbe essere o (poiché siamo tutti peccatori), come dovrebbe cercare di essere. Maria non è una persona privata. Ella è, si potrebbe dire, una persona universale... quale serva del Signore che si può a tutto adoperare. Ella è ora disponibile anche per il Figlio suo, per mostrare ai cristiani ciò che la Chiesa è in realtà - e dovrebbe essere. Proprio perché ella è la perfetta umile, non ha alcun timore nel rimandare a se stessa, nell'apparire con un rosario, nel fungere da intermediaria al Figlio. Tutto in lei è grazia; perché dovrebbe esitare a presentare al mondo questo miracolo di Dio, fare ammirare non già se stessa, ma manifestare la potenza di Dio e del proprio Figlio?" (H.U. von Balthasar, "Aprite i cuori all'Immacolata, ecco appare la Madre di Dio", in Il Sabato 3-9 dicembre 1983, p.19.)
Il protestante O. Cullmann su Fatima asserisce: "E' una teofania, e le teofanie intervengono nella storia della salvezza. Sono portato ad ammettere che esse continuino anche dopo Cristo, e che Fatima può essere benissimo una di queste".
Alcuni teologi però, soprattutto pastoralisti, protestano contro la misconoscenza dei fatti carismatici della Chiesa, quasi che lo Spirito Santo sia divenuto avaro nei suoi doni, e si appellano alla dottrina del principe dei teologi: S. Tommaso d'Aquino (+1274) che insegna: "Per correggere i costumi, la profezia non è mai mancata, né verrà meno" (Expositio in Mattheum XI,13).
Le apparizioni mariane, "dono per la fede e sfida per la ragione" (S. Perrella), concernono proprio l'etica evangelica e il comportamento morale per ricondurre i credenti ad una vita di fede integrale.
Il teologo Mario Scudu sostiene: "Le apparizioni della Vergine lungo i secoli, sono il mezzo che lei ha scelto per adempiere alla missione di Madre nostra, missione che ha ricevuto da Gesù morente in Croce. E lei ha compiuto nei secoli e compie tuttora questa funzione materna apparendo, parlando, ammonendo, incoraggiando, sorridendo, piangendo, pregando, accompagnando ciascuno di noi nel nostro cammino di pellegrini verso il Padre, nostra Patria definitiva".
L'esorcista Don Gabriele Amorth, che cita la Lumen gentium, afferma: "Dio ci ha dato Cristo per mezzo di Maria, e non c'è da meravigliarsi che per mezzo di Maria ci richiami alla sequela del Figlio. Le apparizioni mariane sono uno dei mezzi di cui la Vergine si serve per adempiere a quella missione di Madre nostra che perdura finché tutte le famiglie dei popoli, sia quelle che sono insignite del nome cristiano, sia quelle che ancora ignorano il loro Salvatore, siano felicemente riunite nella pace e nella concordia in un solo Popolo di Dio, a gloria della Santissima e indivisibile Trinità" (LG 69).
R. Laurentin, in R. Laurentin e Patrick Sbalchiero, Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria, Ed. Art, Roma 2010, puntualizza: "Maria appare come una mediazione materna, perché questa donna umile tra le donne ha dato alla luce Dio tra gli uomini perché a loro volta essi nascessero alla vita divina. E' questo il motivo per cui le sue apparizioni sono così frequenti ed eloquenti" (p.46).

Pare che a partire dal 1800, via via che i tempi si facevano più pericolosi e il materialismo cresceva, le apparizioni sono divenute più frequenti. Gli appelli della Vergine si sono moltiplicati perché noi uomini stiamo diventando più scettici, duri di cuore, indifferenti, egoisti.
I messaggi di Maria, nella sua missione materna verso il mondo, tendono a restituire fede e spiritualità all'umanità odierna, che sembra aver perduto questi valori, a mettere in guardia da una vita impostata soltanto su interessi materiali, a riaprirci la via che conduce al soprannaturale.
La Vergine si adopera ovunque e nel tempo con la sua intercessione partecipe per riportare i figli al Padre dei cieli, dando prova con la sua presenza che Dio esiste e ci ama, ricordando che nei sacramenti avviene l'incontro con Gesù e che nella Chiesa troviamo la via più diritta verso il Cielo.
Nelle sue mariofanie ella non impone, ma ripropone la salvezza del Figlio ai figli, dicendo: "Vi invito, vi esorto, vi prego, vi supplico"...e dà segni tangibili della sua presenza.
Instancabile messaggera e impareggiabile figura materna, ella non si stanca di intervenire per correggere, ammonire...
Le mariofanie rivelano l'incessante premura, la protezione rasserenante della Madre celeste per i suoi figli sulla terra: sono la risposta della Madre al grido del cuore dolorante, tormentato dei suoi figli.
Le apparizioni, in ultima analisi, mentre infondono coraggio cristiano e speranza certa, ripropongono il vangelo, lo rendono attuale, lo ricordano all'uomo d'oggi che sembra averlo dimenticato e vive nel pericolo, nel disordine morale e sociale.

b. Fenomeno a rischio, occulto e controverso?
Nel Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria - opera unica per comprendere il perché e il significato delle apparizioni - sono censite più di 2.400 apparizioni: offre in modo critico dati e bibliografia (vanno dall'inizio del cristianesimo fino al 1996), ma solo 15 sono riconosciute autentiche. Il Dizionario riporta 1.900 voci sui luoghi e persone oggetto delle mariofanie, che - giova rimarcarlo - non appartengono al deposito della rivelazione biblica e della fede ecclesiale.
Il card. Roger Etchegaray, nella Prefazione al Dizionario annota: "Il fenomeno religioso delle apparizioni si trova in fondo alla scala dei valori e delle certezze della Chiesa: nessun cristiano è obbligato, in coscienza, a credere in un'apparizione sebbene ufficialmente riconosciuta. La Chiesa non si governa a forza di apparizioni e di rivelazioni particolari. La Chiesa non conferma mai dei veggenti ma i credenti: riconosce dei luoghi di pellegrinaggio e di rinnovamento della fede, ma si pronuncia molto raramente sull'autenticità delle apparizioni che li hanno fatti nascere".
Prima il porporato, con parole sorprendenti, scrive: Le apparizioni sono argomento a rischio, il meno studiato scientificamente, il più occulto e controverso.
Talora, - scrive il Capitolo Generale dell'Ordine dei Servi di Maria - "si trascurano le sorgenti bibliche per abbeverarsi ai rigagnoli di pie tradizioni e di incerte visioni". (Fate quello che vi dirà. Riflessioni e proposte per la promozione della pietà mariana, Leumann 1984, n.40).
E i vescovi italiani dicono che sul fondamento del magistero, "Il vero culto mariano potrà crescere con tutta la sua forza e vitalità nel quotidiano ascolto della parola di Dio e nella genuina celebrazione dei santi misteri, anziché sulle fragili basi di apparizioni e messaggi desunti da rivelazioni private non ancora riconosciute dalla Chiesa". (Praenotanda alla Collectio Missarum de Beata Maria Virgine, n.4).
Le apparizioni vengono considerate pure come un pianeta magmatico tra fatti, pratiche, eventi e interpretazioni stratificate che esige un processo di chiarificazione di vasta portata e la messa in atto di una rigorosa ermeneutica da cui la Chiesa e mariologi non possono esimersi.
Ma perché non specificare altresì che le apparizioni manifestano le impronte di Dio nella storia? (S. Perrella): Dio parla al mondo mediante Maria.

c. Il ruolo della gerarchia nella valutazione delle apparizioni
L'inevitabile prudenza della Chiesa spinge l'autorità ecclesiastica alla cautela, forse inizialmente pure al timore: si teme la frode, il pericolo di superstizione, visioni, messaggi non autentici...Ma in genere si deve asserire decisamente che la stessa Madonna della sacra Scrittura, della Chiesa, del magistero, della liturgia... nelle apparizioni viene in soccorso dei suoi figli, per ricondurli alla Parola del Figlio e in seno alla Chiesa madre.
Ascoltiamo le prudenti e sapienti parole del card. J. Ratzinger nel 1985: "Nessuna apparizione è indispensabile alla fede, la Rivelazione è terminata con Gesù Cristo. Egli stesso è la Rivelazione. Ma non possiamo certo impedire a Dio di parlare a questo nostro tempo, attraverso persone semplici e anche per mezzo di segni straordinari che denunciano l'insufficienza delle culture che ci dominano, marchiate di razionalismo e di positivismo... Uno dei segni del nostro tempo è che le segnalazioni di apparizioni mariane si stanno moltiplicando..." (in Rapporto sulla fede, Ed. Paoline, Milano 1985, pp.112-113).
La Dei Verbum del Vaticano II n.4 recita: "In quanto alleanza nuova e definitiva, la verità cristiana non passerà mai, e non c'è più da aspettare nessuna nuova rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo".
Il Catechismo della Chiesa Cattolica n.67 esplicita: "Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate 'private', alcune delle quali sono state riconosciute dall'autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di 'migliorare' o di 'completare' la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa. La fede cristiana non può accettare 'rivelazioni' che pretendono di superare e correggere la Rivelazione di cui Cristo è il compimento. E' il caso di alcune Religioni non cristiane e anche di alcune recenti sette che si fondano su tali 'rivelazioni'". Cf anche: Congregazione per la dottrina della fede, Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni del 30/05/2012.

d. Sfida per la ragione ma dono per la fede.
L'incredulità preconcetta considerata prudenza, può denotare anche irresponsabilità e, talora, rifiuto.
Il S. Curato d'Ars (+ 1859) inizialmente dubita del veggente Massimino de La Salette (1846), poi però sostiene che bisogna credere alla Madonna piangente.
Il card. patriarca di Lisbona, Antonio Belo Mende, nel 1917 combatté le apparizioni di Fatima; solo sul letto di morte, due anni dopo, si rammaricò di essersi opposto a fatti di cui non aveva assunto sufficiente informazione. La storia successiva di Fatima non ha dato ragione alla cosiddetta prudenza del patriarca di Lisbona. Che più volte espresse apertamente all'opinione pubblica la sua chiara opposizione a ciò che stava accadendo a Fatima, fino a proibire ai suoi preti di recarvisi in pellegrinaggio. Ora a Fatima si recano pellegrini i Papi.
La stessa cosa avvenne al vescovo di Bergamo, mons. Adriano Bernareggi: sul letto di morte si rammaricò di aver trascurato nel 1944 le apparizioni a Ghiaie di Bonate Sotto (BG).
Don Luigi Cortesi, il prelato che seguì a nome della diocesi di Bergamo, quelle apparizioni con diffidenza e "ostentata resistenza", nel 1984, poco prima della morte, dichiarò: "Mi spiacerebbe ammettere di avere sbagliato, però se il mio fosse stato un errore, sarei contento di ammetterlo". (In Lucia Amour, Regina della famiglia a Ghiaie di Bonate, Shalom, Camerata Picena (AN) 2006, p.449. Circa lacrimazioni di pianto e di sangue di statue in Italia, il card. E. Tisserant, tornando da una visita pastorale, fece questa irrispettosa e infelice battuta: "Ho visto un miracolo in Italia... una statua della Vergine che non piange" in J. Bouflet, Apparizioni mariane antiche e moderne. Storia e significato nella vita della Chiesa, San Paolo, Cinisello Balsamo 1999, p.132.)

2. I messaggi delle apparizioni mariane riassumibili in una triade: preghiera, sacrificio e penitenza, e le tre opere principali della penitenza ecclesiale.

a. La Madonna dei tempi difficili: Ausilio dei cristiani
Sullo sfondo delle apparizioni si staglia luminosa la venerazione di Maria Auxilium christianorum: "Ausiliatrice e Soccorritrice dei cristiani": "la Madonna dei tempi difficili". "Ausilio dei cristiani" o "ausiliatrice" è uno dei titoli mariani più antichi, e dal XIX secolo uno dei più popolari. Dice riferimento a Maria "aiuto dei cristiani" che ricorrono alla sua intercessione, e aiuto e difesa del popolo credente specie nei momenti di gravi difficoltà.
In questo titolo si concentrano le incalcolabili richieste di aiuto e di protezione alla Madre, che non dimentica i suoi figli. Paolo VI ricorre a parole illuminanti e confortanti: "Contemplandoli in Dio e ben vedendone le necessità in comunione con Gesù Cristo che è sempre vivo sì da poter intercedere per noi (cf Ebr 7,25) (Maria) si fa loro Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice (LG 62). Di questa sua ininterrotta intercessione presso il Figlio per il popolo di Dio, la Chiesa è stata fin dai primi secoli persuasa, come ne fa testimonianza questa antichissima antifona 'Sotto la tua protezione...'" (Signum magnum, 7).
Quale "Signora di tutti i popoli", la Vergine è altresì l'Auxilium humanitatis: "Ausilio dell'umanità" e Mundi spes, "Speranza dell'umanità". Credenti e non credenti in incalcolabili modi la invocano per la propria salvezza, la pace, la famiglia, i malati, i condannati a morte, i giustizati...
Difatti dal cielo ella è interessata al bene della pace, sia nella Chiesa, sia nell'intera comunità umana. La liturgia prega: "Facendo memoria della Vergine Maria, regina della pace, l'assemblea dei fedeli supplica Dio perché, per l'intercessione di lei, conceda alla Chiesa e all'intera umanità: - lo spirito di carità... - i doni dell'unità e della pace..., - il tranquillo corso degli eventi" (Collectio Missarum BVM "Maria Vergine Regina della pace" n.45, p.145).

Abitualmente è la Vergine stessa a prevenire le richieste dei suoi figli: apparendo fa conoscere i suoi messaggi attraverso i veggenti, rivolti non soltanto ai veggenti stessi, ma a tutti, credenti e non credenti, vicini e lontani. S. De Fiores puntualizza: "Come già nella Bibbia, l'apparizione è finalizzata alla Parola: il momento visivo della rivelazione è in funzione della comunicazione del messaggio. Il messaggio di Maria nelle apparizioni assume un carattere innanzitutto profetico, in quanto è sempre invito alla conversione, alla penitenza, al cambiamento di vita onde stornare i castighi di Dio, ossia il moto catastrofico della storia. Spesso le parole della Vergine si colorano di toni apocalittici perché insistono sull'urgenza di prepararsi agli ultimi tempi (un futuro denso di lotte) e puntano su 'segreti' da svelare a tempo debito. Talvolta il dialogo di Maria assume cadenze familiari e un tono persuasivo nello stile dei sapienti dell'Antico Testamento..." (Le "rivelazioni" mariane, in La Madonna 4 (1987) 96.

b. Continuità tra i messaggi delle apparizioni mariane e le tre opere principali della penitenza ecclesiale
Vediamo ora la sorprendente corrispondenza, la sintonia quasi sinfonica tra i messaggi delle apparizioni, e l'insegnamento della Chiesa sulla necessità delle opere penitenziali per un autentico itinerario di vita spirituale.
A Lourdes il messaggio, decisamente penitenziale, è riassunto nella triade: preghiera, penitenza e carità. Il 25 febbraio 1858 la Vergine ripete tre volte: "Penitenza! Penitenza! Penitenza!".
A Fatima, che riecheggia il messaggio di Lourdes, la Bianca Signora, "venuta per esortare i fedeli a cambiare vita", raccomanda ai tre pastorelli con insistenza di pregare per i peccatori, la recita del rosario e la penitenza riparatrice.
A Medgiugorie il cuore del messaggio è la promozione della pace ("Io sono la regina della pace": agosto 1981) unita alla conversione ("Convertitevi e non aspettate!"), da ottenere mediante 5 pilastri: la preghiera, il digiuno, la lettura quotidiana della bibbia, la confessione e l'Eucaristia.
La Chiesa chiede che la quaresima, tempo di penitenza e di conversione, sia santificata con la preghiera più frequente, con opere di carità e di penitenza (mortificazione e digiuno), per sfociare nella confessione sacramentale "seconda tavola di salvezza dopo il naufragio" del peccato. (S. Tommaso d'Aquino, S. Th. III, q.84 a.6, e Prefazio della penitenza che recita: Signore, "all'uomo, naufrago a causa del peccato, con il sacramento della riconciliazione hai aperto in Cristo crocifisso e risorto il porto della misericordia e della pace" in Messale Romano, p.352).
Nel Vangelo del mercoledì delle Ceneri, inizio del sacramento quaresimale, Gesù chiede tre precisi impegni: elemosina, preghiera e digiuno (Mt 6,1-18). La Colletta della III Domenica di quaresima prega: "O Dio misericordioso...tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna".

c. a. Digiuno.
Tradizionalmente nella Chiesa cattolica il mercoledì e il venerdì sono giorni penitenziali.
La Didaché ("la dottrina del Signore insegnata alle genti dai Dodici Apostoli", fine del I sec.- inizio del II sec.) prescrive: "I vostri digiuni non siano come quelli degli ipocriti: essi li fanno al lunedì e al giovedì...; voi invece digiunate il mercoledì e il venerdì" (8,1).
Questa tradizione, mai smentita dalla Chiesa nel corso dei secoli, è ribadita dalla Vergine nelle apparizioni.
A Caravaggio il 26 maggio 1432 ella chiede alla giovane Giannetta Varoli: "Voglio che tu dica a tutti e a ciascuno che digiunino a pane e acqua ogni venerdì in onore di mio Figlio e che, dopo il vespro, per devozione a me, festeggino ogni sabato".
In Egitto il rito copto, fin dal sec. VI-VII nel mese Kiahk (10 dicembre - 8 gennaio), fa memoria della Vergine nella liturgia quotidiana; almeno dal sec. XI ha aggiunto il digiuno, per ricordare e onorare il digiuno della Vergine in prossimità della nascita di Gesù.
A Medgiugorie la Vergine domanda il digiuno alimentare: pane e acqua al mercoledì, venerdì e alla vigilia delle grandi feste, come mezzo per riscoprire l'alto valore della preghiera, ma anche digiuno quale rinuncia agli eccessi: astinenza da alcol, tabacco, divertimenti sfrenati e illeciti, programmi televisivi futili che sottraggono il tempo alla preghiera.
A Fatima il digiuno, associato alla mortificazione, è di riparazione per i peccatori e di preservazione dalle pene dell'inferno. Il 13 luglio 1917 la Vergine esorta: "Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte: 'Gesù, per amor vostro'". E aggiunge: "Avete visto l'inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato". Difatti, dopo il 19 agosto i tre pastorelli decidono: non più giochi, ma preghiera e digiuno.

c. b. Preghiera.
In quanto ascolto docile e risposta obbediente alla Parola di Dio, la preghiera quaresimale, più che sostituire il digiuno e la misericordia, tende a suscitare, accompagnare e sostenere sia il digiuno che le opere di carità fraterna. Del resto "La preghiera autentica desta negli oranti un'ardente carità che li spinge a collaborare alla missione della Chiesa e al servizio dei fratelli per la maggior gloria di Dio" (Orationis formas, 28).
La Vergine a Lourdes raccomanda a Bernadette: "Pregherai Dio per i peccatori".
A Fatima l'angelo chiede ai pastorelli: "Pregate, pregate molto!" (Mem 65). Lucia racconta che il 13 maggio, dopo aver visto e ascoltato la Vergine, "Cademmo in ginocchio, e ripetevamo col cuore: 'Santissima Trinità, io Vi adoro. Mio Dio, mio Dio, io Vi amo nel Santissimo Sacramento'". (La preghiera "Mio Dio, io credo...", insegnata dall'angelo nella prima apparizione (cf Mem 64), "è di una densità teologica così profonda", da non poter essere stata inventata da bambini privi di istruzione. "E' stata certamente - rileva A. M. Martins - insegnata da un messaggero dell'Altissimo" (Prefazione a Lucia racconta Fàtima, Brescia 1977).)
Poi la Signora aggiunge: "Recitate il rosario tutti i giorni per la pace nel mondo e la fine della guerra" (Mem 162).
Il 13 luglio, mentre esorta alla preghiera, la Vergine chiede: "Quando reciterete il rosario, dopo ogni mistero, dite: 'O Gesù mio, perdonate le nostre colpe, liberateci dal fuoco dell'inferno, portate in cielo tutte le anime, specialmente quelle che più ne hanno bisogno'". (Mem 168).
Il 19 agosto ripete: "Voglio che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni". Poi, assumendo un aspetto triste, dice: "Pregate, pregate molto; e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all'inferno, perché non c'è chi si sacrifichi e interceda per loro". (Mem 169). Il 13 ottobre rivela: "Sono la Madonna del rosario", e chiede di continuare a recitarlo tutti i giorni. (Mem 172).
A Montichiari-Fontanelle (Brescia) nel 1946 appare vestita di viola e piange. (Il viola è il colore liturgico della quaresima e dei tempi penitenziali. Nella liturgia si parla delle lacrime della penitenza: lacrime del pentimento e lacrime della gioia ritrovata, grazie al perdono sacramentale.)
Subito rivolge alla veggente Pierina Gilli una sollecitazione: "Preghiera, sacrificio e penitenza".
Ad Eisenberg (Austria) nel 1965 la Vergine predice ad Aloisia Lex che cadrà la cortina di ferro (comunismo ateo) con la forza della preghiera e del sacrificio.
A Medjugorie chiede la preghiera fatta "con l'anima" al mattino e alla sera, almeno per mezz'ora da chi è molto occupato, per tre ore dalle altre persone. Il 24 aprile 1986 spiega: "Cari figli, vi supplico: cominciate a cambiare voi stessi attraverso la preghiera e vi sarà chiaro ciò che dovete fare".

c. c. Opere di carità fraterna.
La Chiesa in quaresima chiede che la riconciliazione con il Signore si traduca in opere di misericordia e di servizio al prossimo.
Nell'apparizione di Garabandal (Spagna) il 13 novembre 1965 a Conchita, che domanda di poterla seguire, la Vergine rivolge queste impegnative parole: "Prima devi riempirti le mani di opere buone, compiute per i tuoi fratelli e sorelle e per l'amore di Dio. Adesso sono vuote".
A Medgiugorie l'invito a vivere da figli di Maria alla sua presenza materna, si traduce nel 'seguire Gesù oggi, perché domani potresti trovarti davanti a Lui. Non hai tempo da perdere, perché il tuo tempo potrebbe finire oggi', nell'impegno della propria conversione, nella preghiera personale e comunitaria, nell'operare per la pace e la riconciliazione (cf Medgiugorie, aprile 2014, p.13).

3. La pace del cuore e la pace collettiva tra i popoli: frutto della preghiera, penitenza e sacrificio

La Vergine, Mediatrice di tutte le grazie, interviene nella convivenza civile dei popoli, nella vita delle nazioni... mentre incoraggia i veggenti, e raccomanda di non lasciarsi indurre in errore dalle forze del male, parla di pericoli, di guerre che minacciano ancora il mondo, annuncia eventi futuri grandiosi, pone precise condizioni per assicurare la pace, fa previsioni talora poco rassicuranti, dice che mostrerà ai veggenti visioni spaventose, piange, ammonisce, esorta ad obbedire ai suoi richiami...
A Parigi il 18 luglio 1830 confida a s. Caterina Labouré: "Verranno tempi difficili, sulla Francia si abbatteranno molte disgrazie".
A La Salette il 19 settembre 1846 appare a Melania Calvat di 15 anni e a Massimino Giraud di 11 anni, col volto triste: la Madonna piange, le lacrime continuano a colare mentre si rivela ai bambini, e dice: "Non abbiate paura. Sono qui per annunciarvi qualcosa di grande. Se il mio popolo non vuole sottomettersi, io sarò costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio. Esso è così forte e così pesante che non posso più sostenerlo".
Inaugurando il santuario dedicato alla Madonna delle Lacrime in Siracusa, Giovanni Paolo II nel novembre del 1994 spiega il perché di quelle lacrime: "Maria piange a La Salette, alla metà del secolo scorso, prima delle apparizioni di Lourdes, in un periodo nel quale il cristianesimo in Francia sperimenta una crescente ostilità".
A Fatima (1917) la Vergine si mostra tutt'altro che indifferente alle sorti del mondo. La storia umana non è estranea al suo Cuore Immacolato. Rivela alcune profezie che preannunciano visioni spaventose: assieme alla visione orribile dell'inferno, annuncia la diffusione nel mondo dell'ateismo ad opera del marxismo e preannuncia la seconda guerra mondiale.
Ad Amsterdam (tra il 1945 e il 1959) indica date che puntualmente si avvereranno.
A Gimigliano (Venarotta, AP) la Vergine appare il 18 aprile del 1948 ad Anita Federici, una contadina tredicenne che sta raccogliendo legna nel bosco. Il messaggio si può riassumere in 4 parole: sacrificio, riparazione, espiazione e vittima. La Madonna si presenta con il titolo di 'Addolorata', e il 23 maggio consegna ad Anita la corona della penitenza e del dolore.
A Bayside (New York) attorno agli anni '70 invita a tornare alla tradizionale pietà cristiana e alla fede: "Pregate, figli miei, pregate, pregate, amate mio Figlio, non odiatelo. Distruggete i templi edificati da Satana, ce ne sono tanti nel vostro Paese...Preparatevi, l'ultima battaglia è vicina...".
A Kibeho (Rwanda, 1981-1989) - stupisce il titolo "Nostra Signora della compassione" - alle veggenti mostra battaglie, sangue, assassinii, fuoco... Ma è un annuncio di pace nella contrapposizione fratricida tra due gruppi etnici: i tutsi dominatori contro gli hutu dominati.
In non poche apparizioni la Vergine assume tratti tristi sul volto o piange.
Nel 1830 nelle visioni a s. Caterina Labouré il volto della Vergine si oscura.
A La Salette (1846) le lacrime scorrono senza che il volto della Vergine si alteri: non cadono a terra, ma si fondono con la luce che irradia da tutta la visione. La Vergine piangerà per tutto il tempo in cui si intratterrà coi fanciulli.
A Fatima il 19 agosto 1917 la Bianca Signora assumendo un aspetto triste, esorta: "Pregate, pregate molto; e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all'inferno, perché non c'è chi si sacrifichi e interceda per loro" (Mem 169).
A Montichiari- Fontanelle (Brescia, 1946) appare vestita di viola e piange.
A Reggio Emilia nel 1955 alla veggente Rosa Soncini si presenta triste, col volto rigato di lacrime.
A San Martino di Schio (Vicenza, 1985), secondo il veggente Renato Baron, la Madonna confida: "Piange con me Gesù, per la grande indifferenza degli uomini".
In tutte le apparizioni ella esorta i veggenti a percorrere un cammino di sacrificio, di sofferenza e di riparazione... insiste ripetutamente sulla preghiera, specialmente sul Rosario, affinché l'umanità cambi vita "onde stornare i castighi di Dio, ossia il moto catastrofico della storia", sosteneva sopra S. De Fiores.

4. Incidenza sociale di alcune apparizioni su eventi relativi alla Chiesa e all'umanità
- Il 18 luglio 1830 a Parigi la Vergine dice a S. Caterina Labouré che Dio vuole affidarle una missione; se avrà fiducia, la porterà a termine. Poi il suo volto si oscura e pronuncia queste parole: "Verranno tempi difficili, sulla Francia si abbatteranno molte disgrazie. Il trono sarà rovesciato e il mondo intero sarà sconvolto da ogni sorta di disgrazie... L'arcivescovo morirà... scorrerà il sangue... le strade saranno piene di sangue. L'arcivescovo verrà spogliato dei suoi abiti" (J. Bouflet, Apparizioni, pp.68-69).
Nel 1871, in capo a 40 anni, Caterina vede le profezie diventate realtà: la Comune mette Parigi a ferro e fuoco, l'arcivescovo Darboy viene spogliato dei suoi abiti e fucilato assieme ad altri ecclesiastici (Ivi, p.72).
- A Fatima le apparizioni mariane sono precedute da un "preludio angelico": un episodio gentile, certamente destinato a preparare i veggenti ai fatti grandiosi che li attendono. Nella seconda apparizione (1916) l'angelo dice: "Non abbiate paura. Sono l'angelo della pace. Pregate con me" (Mem 64-65). Dopo le sue tre apparizioni (1916) l'angelo non torna più.
La Signora il 13 maggio chiede: "Recitate il rosario tutti i giorni per la pace nel mondo e la fine della guerra" (Mem 162). Il 13 luglio la Madre del cielo avvisa e ammonisce l'umanità: "La guerra sta per finire. Ma se (gli uomini) non smetteranno di offendere Dio, nel pontificato di Pio XI (1922-1939) ne comincerà un'altra peggiore" (Mem 106). Ma non si fece caso alle parole della Vergine.
A Fatima la Vergine parla della punizione del peccato e dell'inferno. Il 13 luglio avverte: "Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà, che punirà il mondo per i suoi delitti" (Mem 168). (Anche la liturgia invoca il Signore: "Salvaci dalla dannazione eterna" (Canone Romano) e nell'Atto di dolore della fine del 1600, il penitente ammette: "Perché peccando ho meritato i tuoi castighi", sebbene attualmente alcune formule dell'Atto di dolore recitino: "Perché peccando mi sono allontanato dal tuo amore".)
I veggenti in quel giorno restano molto spaventati dalla visione dell'inferno: vedono i demoni e le anime tra grida e gemiti di dolore e disperazione che suscitavano orrore e facevano tremar di paura (Mem 164).
- Nel maggio 1944, durante la II guerra mondiale, a Ghiaie di Bonate Sotto (BG), la bambina Adelaide Roncalli chiede quando terminerà la guerra. La Vergine risponde: "Se gli uomini faranno penitenza la guerra finirà tra due mesi, altrimenti in poco meno di due anni". Adelaide dice di aver visto la Santa Famiglia: la Madonna appare assieme a Gesù e a S. Giuseppe. Ecco allora il messaggio alla famiglia: la Vergine chiede la preghiera fatta insieme in famiglia.
- Ad Amsterdam (Olanda), appare tra il 1945 e il 1959 in un mondo che sta uscendo lacerato dalla guerra. Si presenta alla veggente 40.enne Ida Peerdemann, come "Signora di tutti i popoli", "Madre dei popoli", e preannuncia che la guerra in Olanda sta per terminare. Indica delle date, tra cui quella del 5 maggio, che sarà il giorno effettivo della fine della guerra. Mostra alcuni soldati in uniforme e confida alla veggente che presto torneranno a casa. Mentre si manifesta, mostrando il rosario e invita a recitarlo senza stancarsi, ad Amsterdam la Vergine fa capire che la vita della veggente sarà di sacrificio e di servizio.
Comunica grandiosi messaggi sociali: parla di giustizia e di amore per il prossimo, spiega quali siano le forze del bene e quelle del male, indica i tempi nuovi che verranno e, autodefinendosi "Madre dei popoli", invita l'umanità a considerarsi unita in un solo popolo.
Nei suoi 56 messaggi, la Madonna mostra uno scenario che appare sempre più attuale: la fede è in declino, il mondo è in disfacimento, in decadenza, è dominato dal demonio, ma sarà salvato dallo Spirito e riavrà la pace.
- Le apparizioni alla 35.enne Pierina Gilli di Montichiari-Fontanelle (Brescia) nel 1946, avvengono sia in casa che all'ospedale dove la veggente lavora come infermiera.
La Vergine si manifesta vestita di viola e piange. Tre spade le trapassano il cuore, e sollecita: "Preghiera, sacrificio e penitenza". Dopo un periodo di sofferenze fisiche e morali per la Gilli, la Vergine mostra il suo cuore, dal quale scaturisce una luce accecante, fa vedere l'inferno con i suoi tormenti... Ella dà messaggi rivolti agli ordini religiosi, invitandoli a dedicare a lei il 13.mo giorno di ogni mese e a far penitenza. Dice di essere la Mediatrice per l'umanità intera, in particolare per le anime consacrate, promette la sua protezione per la rivivificazione della fede, avvengono miracoli di guarigione di un bambino paralizzato e di una ragazza muta.
Nel corso dell'ultima apparizione (24 marzo 1983) la Madonna dice tra le altre cose: "La scienza umana vorrebbe distruggere l'opera di Dio. Egli però è più potente e infinitamente misericordioso. Per questo mi ha inviato anche a Fontanelle per effondervi la sua grazia. Figli miei, non lasciatevi indurre in errore! State uniti, pregate, fate di questo luogo un centro di pace. Qui io sono sempre presente per accogliere le vostre preghiere e le vostre pene e per trasmetterle al mio divin Figlio Gesù".
- A Reggio Emilia nel 1955 alla veggente Rosa Soncini, Maria si presenta triste, col volto rigato di lacrime: profetizza la conversione di parte dell'Unione Sovietica e parla di pericoli, di guerre che minacciano ancora il mondo... esorta a pregare, a far penitenza, a evitare cattivi sentimenti...
- Ad Eisenberg (Austria) nel 1965 la Vergine predice ad Aloisia Lex che cadrà la cortina di ferro (comunismo ateo) con la forza della preghiera e del sacrificio.
- Le apparizioni di Zeitoun (Il Cairo, Egitto) il 2 aprile 1968, giorno di Pasqua, percepite da migliaia di persone di religione diversa, cristiani e musulmani, rappresentano il tanto atteso segno di pace per la Nazione.
- A Bayside (New York), attorno agli anni 70 del 1900 apparendo a una madre di 5 figli, Maria si mostra protettrice delle mamme. Esorta a distruggere "i templi edificati da Satana, ce ne sono tanti nel vostro Paese... Preparatevi, l'ultima battaglia è vicina..."
- A Kibeho (Rwanda), la nuova Lourdes africana, la Vergine manifesta la sua tristezza con un pianto dirotto, proprio il 15 agosto del 1982, solennità dell'Assunzione. Appare tra il 28/11/1981 e il 1982 a 5 adolescenti separatamente e in momenti diversi. Le apparizioni terminano il 28 novembre 1989. Hanno prodotto conversioni, incremento di fede, vocazioni in tutto il Paese. Non sono mancati messaggi e visioni drammatiche, relative al futuro: alle veggenti sono state mostrate battaglie, sangue, assassinii, fuoco...
Una particolare attenzione al messaggio della Madonna è stata prestata dopo gli eccidi degli anni 1994-95 in Rwanda, quando un milione di persone sono state uccise in una guerra fratricida esplosa con un furore e una carica di odio agghiaccianti. Dopo si sono comprese le parole profetiche della Vergine e la visione di immagini terrificanti, come per esempio, quella di cadaveri galleggianti.
Ancora una volta l'intervento di Maria avviene nel contesto di situazioni storiche ben precise, dove è necessario, come unica medicina possibile far risuonare il messaggio evangelico della preghiera, della conversione e della pace.
Kibeho è un messaggio per il mondo intero che rischia di perdere la pace, correndo sempre più verso verso l'incredulità, l'odio e la disgregazione morale.
In effetti la Madonna ha detto: "Il mondo corre verso la rovina, sta per cadere in un baratro" e ha aggiunto: "Chi mi cerca, mi trova! Io non vengo soltanto per Kibeho, non soltanto per la diocesi di Butare, per soltanto per il Rwanda, non soltanto per l'Africa, ma per il mondo intero".
- Medjugorie (Bosnia-Erzegovina, a partire dal 24-25 giugno 1981) è la continuazione del messaggio di Fatima: la Vergine stessa ha detto: "Ciò che ho iniziato a Fatima finirò a Medjugorie".
Sul monte Crnica la Gospa (Madonna) si rivela con il nome di Regina della pace ed esorta alla riconciliazione..., e chiede un quadruplice impegno: 1) preghiera, 2) digiuno, 3) conversione della mentalità e del cuore e 4) pace.
"Io voglio la conversione: convertitevi e non aspettate. Io pregherò mio Figlio che non punisca il mondo, ma voi convertitevi: rinunciate a tutto e siate pronti a tutto... Convertitevi, in Dio c'è la vita e la pienezza della vita. Quelli che trovano Dio, trovano una gioia grande e da quella gioia viene la vera pace: perciò convertitevi al più presto".
Al termine di ogni apparizione la Gospa si congeda col saluto sempre uguale: "Andate nella pace del Signore...Io sono la Regina della pace. Il mondo vive forti tensioni ed è sull'orlo di catastrofi. Il mondo può essere salvato soltanto tramite la pace; però il mondo avrà la pace solo se troverà Dio... Pace, pace, pace! Riconciliatevi tra voi, fatevi fratelli".
Il 30 ottobre 1981 la Vergine a Medjugorie parla della Polonia, della Russia e dell'Europa. Predice: "In Polonia tra breve ci saranno gravi conflitti, ma alla fine i giusti prevarranno". Nonostante la legge marziale promulgata il 13 dicembre 1981, "Stato di guerra in Polonia" che restò in vigore fino al 22 luglio 1983, nel 1986 ci fu un'amnistia generale e il popolo tornò in libertà.
Il 25 dicembre 1991 in Russia scomparve l'Urss. La Russia cominciò a ricostruire le chiese distrutte dal potere sovietico, e oggi nella politica nazionale si vedono segnali non trascurabili verso il cristianesimo e la morale cristiana. Sull'Europa la Madonna disse: "L'Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore". In effetti ci troviamo immersi, quasi annegati in un pericoloso materialismo da cui è tanto faticoso riemergere a una vita più spirituale (cf Medgiugorie, aprile 2014, p.34).

Rilievi conclusivi

1. La città terrena orientata verso la Città eterna con Maria sempre presente nell'animo dei fedeli.
Il popolo credente accoglie con trepidazione riconoscente le mariofanie, poiché la Vergine è "il modello compiuto del discepolo del Signore: artefice della città terrena e temporale, ma pellegrino solerte verso quella celeste ed eterna; promotore della giustizia e della carità che soccorre il bisognoso, ma soprattutto testimone operoso dell'amore che edifica Cristo nei cuori" (MC 37).
Da lei il credente impara a costruire la città terrena nella pace, dono del Signore, sempre con lo sguardo fisso verso la città eterna del Padre celeste. Ecco perché il culto mariano - rileva ancora Paolo VI - ha "una grande efficacia pastorale e costituisce una forza rinnovatrice del costume cristiano" (MC 57).
Rivolgendosi ai Rettori dei Santuari d'Italia il 24/11/1976, sempre Paolo VI mostrava un orientamento spontaneo del popolo verso la Vergine: "E' proprio vero che Maria, come occupa un posto privilegiato nel mistero di Cristo e della Chiesa, così è sempre presente nell'animo dei nostri fedeli e ne compenetra, nel profondo, come all'esterno, ogni espressione e manifestazione religiosa. Quanta gente, vediamo, non è molto religiosa, ma alla Madonna, a quella sì, curva il capo ed esprime una preghiera che altrimenti non sarebbe mai uscita dal cuore e arrivata alle labbra".

2. Parola di Dio, liturgia e apparizioni.
Abbiamo riscontrato una continuità inattesa e, pressoché, sinfonica tra le tre opere principali (digiuno, preghiera e opere di carità fraterna) che la Chiesa chiede ai suoi figli, sempre ma soprattutto nel tempo quaresimale, e i messaggi delle apparizioni mariane riassumibili anch'essi in questa triade: preghiera, sacrificio e penitenza.
Eppure dopo il Vaticano II, negli anni '70 del '900 irresponsabilmente si è giunti ad affermare: "Non c'è bisogno di guardare alle apparizioni di Lourdes e di Fatima: c'è già tutto nella bibbia e nella liturgia".
Noi invece abbiamo rilevato che le apparizioni sono un supplemento di amore della Vergine per rinvigorire e consolidare la fede dei cristiani e infondere speranza al mondo disorientato e smarrito.
Per divina disposizione, il Signore si rivela nella Parola biblica e nell'azione liturgica. Talora anche con le rivelazioni private, soprattutto con le apparizioni della Madre del suo Figlio. Infatti ciò che la bibbia narra storicamente e la liturgia attua ritualmente, le rivelazioni private lo richiamano, ripresentandolo con accentuazioni dottrinali e con un linguaggio conformi al tempo storico in cui esse avvengono, ma è sempre lo stesso messaggio del vangelo ad essere riproposto. Del resto le mariofanie mirano a ravvivare la fede, a frequentare i sacramenti e la celebrazione liturgica, nutrire la vita spirituale dei fedeli, promuovere la convivenza fraterna tra i popoli...

3. Si potrebbe qui tentare, in modo approssimativo, una sinossi tra l'Apocalisse, libro della Rivelazione, e le apparizioni mariane.
1) Gesù risorto si mostra ai fedeli che lo celebrano nel giorno della sua risurrezione, cioè la domenica, e rivela eventi del mondo che accadranno (Ap 1,9-18), come ad es. annuncio della punizione e caduta di Bibilonia, simbolo della Roma pagana (Ap 17-18). L'area occidentale dell'Impero Romano cadrà nel 476.
La Vergine, nel manifestarsi ai suoi figli, richiama la volontà salvifica del Figlio e annuncia eventi storici che puntualmente si verificano.
Ad es. a Fatima annuncia la diffusione nel mondo dell'ateismo a opera del marxismo e preannuncia la seconda guerra mondiale.
Ad Eisenberg nel 1965 predice la caduta del comunismo ateo con la forza della preghiera e del sacrificio. Infatti il 25 dicembre 1991 in Russia scomparve l'Urss.
2) La lotta implacabile tra la Donna e il drago (Ap 12), le due bestie (Ap 13), la punizione degli "abitanti della terra", e i flagelli delle 7 coppe (Ap 16).
La Vergine a Bayside (New York) esorta a distruggere "i templi edificati da Satana, ce ne sono tanti nel vostro Paese... Preparatevi, l'ultima battaglia è vicina..."
3) La liturgia trionfale nei cieli (Ap 19,1-10): una folla immensa canta nei cieli mentre è invitata alle nozze dell'Agnello vittorioso.
Nell'invitare alla preghiera, penitenza e sacrificio, a Medjugorie la Madonna spiega: "Convertitevi, in Dio c'è la vita e la pienezza della vita. Quelli che trovano Dio, trovano una gioia grande e da quella gioia viene la vera pace".
4) La vittoria sulle due bestie (Roma pagana che perseguita i cristiani e la pretesa che impone il culto dei Cesari: Ap 19,11-21), sul drago (Ap 20,7-10) e l'ultimo giudizio (Ap 20,11-15).
A La Salette (1846), mentre appare col volto triste e piange, la Vergine dice ai due veggenti: "Non abbiate paura. Sono qui per annunciarvi qualcosa di grande. Se il mio popolo non vuole sottomettersi, io sarò costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio". Ma, viceversa, se il mondo ascolterà gli ammonimenti materni e accorati della Vergine si compirà definitivamente il giudizio di Dio nei confronti dell'antico serpente tentatore: "Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno" (Gen 3,15).
5) La nuova Gerusalemme (Ap 21,1- 22,5): è il mondo nuovo, nel quale Dio asciugherà ogni lacrima dagli occhi dei credenti (Ap 21,4), e mondo in cui ogni specie di male, compresa la morte, scomparirà. Tutti i nemici di Dio, e Satana stesso per primo, saranno completamente battuti.
Consiglio di leggere: H. U. von Balthasar, Il libro dell'Agnello. Sulla rivelazione di Giovanni, Ed. Jaca Book, Milano 2007: "Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli" (Ap 5,9): là dove falliscono sistemi e ideologie, solo l'Agnello, che è stato immolato e che sembra soccombere alle forze del mondo, è in grado di dare un senso all'universo e alla storia, lottando contro il male fino alla vittoria finale".

Nel corso dell'ultima apparizione (24 marzo 1983) a Montichiari, la Madonna rivela: "La scienza umana vorrebbe distruggere l'opera di Dio. Egli però è più potente e infinitamente misericordioso. Per questo mi ha inviato anche a Fontanelle per effondervi la sua grazia".
Michelangelo (+ 1564), che riflette in sé la coscienza inquieta del destino umano, propria dell'epoca umanistica, nella Cappella Sistina dipinge Maria accanto a Cristo sovrano unico nel giudizio universale, dalla parte dei dannati (a sinistra di chi guarda): la Madre sarebbe impotente di fronte alla condanna dei riprovati.
Ma noi, citando il pontefice emerito Benedetto XVI, dobbiamo specificare: "Nel cielo abbiamo una Madre. Il cielo è aperto, il cielo ha un cuore" (15/8/2005). Maria è assunta in cielo per meglio servire da lassù i suoi figli peregrinanti sulla terra. Regina del cielo e portinaia del cielo, quale nostra avvocata e protettrice ("Omnipotentia supplex", "Supplice onnipotente per grazia"), ella "continua adesso dal cielo a compiere la sua funzione materna di cooperatrice alla nascita e allo sviluppo degli uomini redenti" (Paolo VI, Signum magnum 6).

4. La "Signora di tutti i popoli" interviene nelle vicende umane.

Le apparizioni mostrano la Madre dell'umanità che interviene nella storia della Chiesa e dei popoli, per riportare sotto il profilo spirituale, i figli al Figlio e, sotto il profilo storico, per migliorare la società e assicurare la pace di Cristo tra i popoli.
Per comprendere il messaggio delle apparizioni, si richiede come assunto generale, uno sforzo maggiore per andare al di là del "rivestimento" storico-culturale in cui esse avvengono e cogliere il messaggio universale che la Vergine vuole offrire al mondo tramite i veggenti.
Di fronte ad una ricorrente e crescente ostilità al cristianesimo e persistente resistenza alla fede cristiana, la Vergine, Regina della pace e "Signora di tutti i popoli", non si mostra per nulla indifferente alle sorti del mondo. La storia umana non è estranea al suo Cuore di Madre.
Si spiega, come sosteneva S. De Fiores, perché i messaggi nelle apparizioni assumano un carattere profetico: invitano sempre alla conversione, alla penitenza, al cambiamento di vita onde stornare i castighi di Dio, ossia il moto catastrofico della storia. Si comprendono pure le parole della Vergine, spesso colorate di toni apocalittici, che insistono sull'urgenza di prepararsi agli ultimi tempi: un futuro denso di lotte e puntano su "segreti" da svelare a tempo debito.
Le apparizioni della Vergine sono come la continuazione del suo ministero di Madre di misericordia a favore del popolo di Dio pellegrinante sulla terra.
La penitenza, il sacrificio, il digiuno, la preghiera possono cambiare gli eventi della storia umana.
La Madre Maria si rivela ai suoi figli e al mondo per amore. I veggenti vedono e riferiscono.
Noi siamo chiamati, seguendo la Chiesa, a credere per mutare vita e costruire la pace.

Bibliografia:
Paola Giovetti, Le apparizioni della Vergine Maria, San Paolo, Cinisello Balsamo 1996, (che ho consultato maggiormente);
Joachim Bouflet, Apparizioni mariane antiche e moderne. Storia e significato nella vita della Chiesa, San Paolo, Cinisello Balsamo 1999;
Walter Dall'Aglio-Enrico Vidau (a cura), La Madre di Dio per una cultura di pace, "Biblioteca di Theotokos" 10, Ed. Monfortane, Roma 2001;
S. De Fiores, Perché Dio ci parla mediante Maria. Significato delle apparizioni mariane nel nostro tempo, San Paolo, Cinisello Balsamo 2012;
S. Gaspari, Continuità tra le apparizioni di Fatima e la liturgia romana, in Actas do Congresso Internacional de Fàtima. Fenomenologia e teologia das apariçoes (9-12 outubro de 1997), Santuàrio de Fàtima 1998, pp.649-673;
Antonino Grasso, Perché appare la Madonna?, Editrice Ancilla, Conegliano (TV) 2012;
R. Laurentin e Patrick Sbalchiero, Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria, Ed. Art, Roma 2010, 1195pp.;
S. Perrella, Le apparizioni mariane. Dono per la fede e sfida per la ragione, San Paolo, Cinisello Balsamo 2007;
S. Perrella, Le mariofanie. Per una teologia delle apparizioni, Ed. Messaggero, Padova 2009;
S. Perrella, Impronte di Dio nella storia. Apparizioni e Mariofanie, Ed. Messaggero, Padova 2011;
Pontificia Academia Mariana Internationalis, Le apparizioni della Beata Vergine Maria tra storia, fede e teologia, XXII Congresso Mariologico-Mariano Internazionale, Lourdes 4-8 settembre 2008;
Francesco Maria Rizzi, Medjugorie. Il nuovo mondo della pace, Ed. Ares, Milano 2008, 288pp.;
La sigla Mem seguita da pagina, si riferisce a L. Kondor (a cura), Memorie di Suor Lucia, Fatima 31995.

Autore Padre Sergio Gaspari, nato a Venarotta (AP) nel 1946, sacerdote monfortano dal 1972.
Dopo aver conseguito la Licenza in Teologia Liturgica al Pontificio Istituto Liturgico S. Anselmo (Roma) ha ottenuto il dottorato in Teologia all'Urbaniana (1985).
Docente di teologia Liturgica al Pontificio Istituto "Regina Mundi" (Roma) fino all'anno 2000.
Attualmente insegnante di Teologia Liturgica e Culto Mariano al Pontificio Istituto Teologico di Anagni e alla Pontificia Università S. Croce all'Apollinare (Roma).
Insegnante all'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Matera e conferenziere mensile a Radio Maria su temi di spiritualità mariana dal 1995.

Nessun commento:

Posta un commento