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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

San Teodoro di Studion

San Teodoro di Studion, Padre della Chiesa, brillò soprattutto per la sua scelta di andare controcorrente in un'epoca che vedeva una Chiesa in aperta crisi, asservita alla mentalità del mondo. Vogliamo rendere così un tributo ad un Padre che seppe essere un profeta e che accettò di buon animo anche incomprensioni e persecuzioni
San Teodoro nacque a Costantinopoli intorno all'anno 758. Sin dalla gioventù si batté in difesa delle icone, minacciate dalla politica religiosa imperiale, marcatamente iconoclasta. Nel 794 succedette al proprio zio Platone alla guida del monastero di Sakkoudion in Bitinia. Poco tempo dopo tuttavia fu esiliato a Tessalonica per aver scomunicato l'imperatore Costantino VI che aveva divorziato senza giusta ragione dalla moglie Maria per sposare Teodota.
Dopo la morte dell'imperatore, nel 797, fu richiamato in patria con tutti gli onori, lasciò Saccudium che era stata saccheggiata dagli Arabi e si trasferì nel monastero di Studion in Costantinopoli, che riformò profondamente: clausura, povertà, disciplina, studio, preghiera e lavoro manuale sono i punti fondamentali della sua regola.
Nel 809 fu di nuovo bandito a causa del suo rifiuto di ricevere la comunione dal patriarca Niceforo, il quale aveva reintegrato il sacerdote Giuseppe nonostante quest'ultimo avesse officiato le nozze tra Costantino e Teodota.
Nel 811 fu richiamato dall'esilio da Michele I di Bisanzio, sul quale aveva molta influenza, e fu di nuovo bandito nonché sottoposto alla flagellazione nel 814 a causa della sua strenua opposizione all'editto dell'Imperatore Leone V il quale proibiva nuovamente la venerazione delle immagini sacre. Fu liberato nel 821 dall'Imperatore Michele II, che si rivelò comunque troppo indulgente nei confronti degli iconoclasti, cosa che spinse Teodoro ad allontanarsi volontariamente da Costantinopoli.
Da allora visse peregrinando per vari monasteri in Bitinia, dove, in quello di Calkite, morì nell'anno 826, il giorno 11 di Novembre, che è quindi anche il giorno in cui la Chiesa festeggia la sua nascita al cielo.

Tratto da: orthodoxia.it/theodoros »»»

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