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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

La confessione. Di Padre Andrea Gasparino

Dio non si stanca mai di perdonare.
Nel sacramento della confessione, le cose più importanti sono il pentimento e l'assoluzione. L’anima del sacramento è pentirsi, rinnovarsi, iniziare una vita nuova. Allora la parola di assoluzione raggiunge tutto l'effetto: l'uomo si è pentito e Dio lo ha rinnovato con il miracolo del sacramento.
Un sacramento è un gesto divino compiuto per mezzo di un uomo autorizzato a ciò da Gesù redentore.
La morte e la risurrezione di Gesù sono la fonte di energia divina che si riversano in chi riceve i sacramenti.
Nella confessione quell'energia entra nel peccatore e lo fa uomo nuovo, risorto con Cristo, innocente come la Madonna immacolata. E infatti è quella stessa onnipotenza di salvezza che operò in Maria e ora opera nell'uomo che riceve il sacramento del perdono e della restaurazione.
La cosa più importante per chi si confessa non è svuotare il sacco a un sacerdote, ma il pentimento sincero. Se questo manca, la confessione è un sacrilegio. La confessione dei peccati può essere talvolta dispensata, ma il pentimento non può mancare mai.
Certe confessioni di devozione e alcune di Pasqua, fatte per farle ... dicono che siamo fuori del comportamento di serietà, siamo in una presa in giro (nientemeno di un sacramento! ... di un gesto divino!).
Per favore, non confessatevi se non avete un dolore che vi lacera il cuore! Solo allora potete uscire dal sacramento rinnovati. Ma se non ho peccati, dirà qualcuno... Rispondo: Ecco la distruzione della confessione.
Chi dice di non avere peccati si trova esattamente nella situazione diametralmente opposta di chi può confessarsi. Si può confessare solo chi si riconosce peccatore e responsabile di gravi offese a Dio. Chi non ha questa coscienza, prima deve pregare molto, deve riflettere e deve fare di tutto per giungere a quello stato, altrimenti la confessione è un peccato grave e non un bene.
Che siamo tutti peccatori è un dogma di fede cristiana. Chi non vuole crederlo non rientra nella sfera dei cristiani cattolici. Facciamo un paragone. Per il sacramento dell'eucaristia sono richiesti degli elementi sensibili (pane e vino), senza di essi le parole sacramentali o di consacrazione non possono essere efficaci o raggiungere il loro effetto. Se non c'è pane e vino davanti al sacerdote, le parole di consacrazione ("questo è il mio corpo... questo è il mio sangue") sono una bugia: non si può avere Cristo presente; anzi quel sacerdote che pronunziasse quelle parole commetterebbe un sacrilegio. Invocherebbe Dio a compiere un gesto, un sacramento, in modo certamente invalido. Sarebbe un tentativo di far dire una bugia a Dio ponendo un'azione contraria alle parole che si dicono in nome di Dio.
Per il sacramento della confessione, elementi sensibili sono:
1) riconoscere di aver peccato,
2) ritenere il peccato di cui si è colpevoli come una cosa molto grave davanti a Dio
3) pentirsi sinceramente e chiedere perdono.
Se manca uno solo di questi elementi, già dall'inizio il sacramento è invalido e sacrilego. Infatti, gli elementi su cui si fonda l'assoluzione del sacerdote sono gli atti del penitente: dolore, accusa, proposito e disposizione di riparare il male fatto.
Quanti si accostano al confessore senza una seria e lunga preparazione! No, non è possibile senza aver prima ripetuto molte volte con vero sincerità l'atto di dolore.
La confessione non è un atto magico, un formalismo che non impegna per niente. Chi si trova in queste situazioni non è capace di ricevere il sacramento, non deve confessarsi. Deve prima prepararsi seriamente, altrimenti diventa un profanatore della confessione e non un devoto e pio ricevitore di grazie divine ...
Il sacramento del perdono è il trionfo della bontà di Dio, è la sua grande gioia ed è anche la nostra gioia. Ma bisogna capirlo bene. Noi ci buttiamo fra le braccia di Dio e confessiamo i nostri peccati. Egli risponde concedendoci il perdono. Anche se fossimo molto peccatori, anche se i nostri peccati fossero i più gravi delitti, Dio non si stanca mai di perdonare perché è amore infinito, perché suo Figlio è morto in croce per noi.

E' ora di dirlo e di ripeterlo chiaramente, ripetutamente: non andate a confessarvi se non siete preparati fino al punto da tremare e da temere.
Il sacramento è un giudizio. Dobbiamo metterci nelle stesse condizioni di chi sta per attendere il giudizio finale in punto di morte.
Quando le disposizioni sono di vero pentimento e di sincero dolore, allora viene Gesù e invece di condannarci, ci assolve. La gioia entra nel cuore. Ma una gioia che viene da un forte dolore e non dalla incoscienza di coloro che ripetono: non ho peccati, non faccio peccati; e pretendono ricevere il sacramento come se fosse una "benedizione" qualsiasi.
Quei tali sarebbero profanatori del sacramento e non fruitori di grazie.
Le ragioni per cui si ragiona così male sono le seguenti:
1) l'oscuramento della coscienza: il peccato non è conosciuto perché si è molto rozzi spiritualmente. I Santi tremavano e volevano confessarsi ogni giorno con lacrime amare.
2) Il travisamento del pentimento. Non si ha fede né coscienza del grave male del peccato, anche di quello che erroneamente si chiama piccolo. Niente è piccolo davanti all'infinita maestà di Dio!
3) La stortura mentale riguardo il perdono. Non ci si rende conto che ognuno di noi è responsabile di molti mali, che può e deve porre rimedio.
4) L’abitudine a una pratica sacramentale senza vita dovuta a una mentalità deviante sugli effetti del sacramento. Il sacramento non è un atto di magia, ma un gesto divino di infinita misericordia. Raggiunge il suo effetto solo se trova una volontà umana preparata e ben disposta al perdono.
Molta gente non scende mai nelle profondità del proprio cuore, ma rimane solo in superficie. Per questo non riesce a vedere il disastro del peccato.
L’uomo contemporaneo vive sotto la minaccia dell'eclissi totale della coscienza! La cultura del nostro tempo aggredisce spesso la coscienza, la mette a prova, la sconvolge. Si oscura la coscienza e il senso di Dio. Si vive da grandi incoscienti! Chi non riconosce di essere peccatore è un grande incosciente.
Nelle nostre chiese c'è un pullulare di incoscienti e di analfabeti di Dio, anche tra le persone che si credono colte o praticanti.
Sono segni del calo del senso di Dio e dell'analfabetismo religioso:
1) La mancanza di libri seri su Dio nelle comuni librerie.
2) La corsa alle superstizioni (indovini, oroscopi, magie ... ).
Che vergogna! Non si segue la rivelazione di Dio e si cerca l'irrazionale! Ateismo idiota, direbbe Frossard. Egli prosegue dicendo: "L’ateo idiota è un caso che conosco bene, è il mio caso, l'ho vissuto nella mia giovinezza, ne ho conservato un ricordo abbastanza preciso per descriverlo. L’ateo idiota si riconosce a prima vista. Egli non pone domande, per cui è ben difficile rispondergli. E' un ateo tranquillo che ha rinunziato a risolvere il lancinante enigma del mondo. E di atei idioti è tutta piena la terra."
Se scade il senso di Dio, scade paurosamente la voce della coscienza.
In questi decenni abbiamo assistito al crollo di tanti valori. L'anestesia della coscienza si è diffusa paurosamente. Abbiamo assistito, per esempio, al crollo dell'onestà pubblica e della sincerità politica. Casi clamorosi hanno toccato tanti uomini politici che erano circondati da stima universale. Si è rotta la compagine familiare. Una mentalità da sfacelo ha aggredito la famiglia da ogni parte. L’anestesia della coscienza ha fatto crollare tante famiglie. Droga e alcoolismo; la droga è sommersa dall'alcoolismo. In dieci anni, centomila morti per alcool. Il trenta per cento dei ricoveri in ospedale è connesso con l'abuso di alcool. Negli Stati Uniti d'America, gli alcoolizzati sono dodici milioni; metà sono donne.
Abbiamo assistito al crollo operato dalla violenza: terrorismo, sequestri, piaga sociale che pare non si arresti più. Abbiamo assistito al crollo del rispetto della vita: aborto, eutanasia. E ora anche l'eugenetica minaccia la nostra civiltà.
Se non credessimo all'onnipotenza dello Spirito Santo, il pessimismo ci paralizzerebbe. Chi ha fede non può essere pessimista. C'è una confusione paurosa sul problema del bene e del male. La coscienza non parla più a tanta gente. L’uomo che ha imparato a far tacere la coscienza è capace di ogni delitto. Il grosso problema di oggi è ostinarsi a chiudere gli occhi di fronte al male.
Primo frutto della coscienza è chiamare il bene e il male con il loro vero nome.
"Bada che la luce che è in te non si spenga. Quanto sarebbe grande la tua tenebra!" (Lc 11, 35).
C'E' UN GRANDE MEZZO DI SALVEZZA: IL SACRAMENTO DEL PERDONO!

Padre Andrea Gasparino.

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