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Oranti di strada
Bisogna partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu (G. Alberione)
Maria Madre nostra, è il pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.
Una frase del Vangelo per te:

Con il peccato hai rinunziato a Cristo

L’ubbidienza è l’unico modo con cui tuo figlio può dare al tuo cuore la dimostrazione del suo amore e della sua riconoscenza. Nell'ubbidienza alla volontà di Dio tu dici a Gesù: "Io ti amo e te lo dimostro perché accetto il tuo Vangelo e vivo secondo il tuo insegnamento". L’ubbidienza stessa ti aiuta a ubbidire perché adesso sai cosa devi fare per amare il tuo Dio. L’amore con cui Gesù ti ama e la forza della sua grazia ti aiutano a rinunziare alle cose che per te é molto difficile lasciare, l’amore suo diventa il motivo unico della tua decisione, inoltre ti rende facile il sacrificio, quel sacrificio davanti al quale hai avuto tanta paura. Se cerchi un’altra strada più facile per risolvere il problema fondamentale della tua unione con Dio, non la troverai da nessuna altra parte: “mi ama chi fa quello che gli ho detto” - “passeranno il cielo e la terra, le mie parole non passeranno mai”.
Quando hai voluto commettere il peccato, tu hai rinunziato a Cristo, adesso devi rinunziare al peccato per avere Cristo. Non fare l’errore di tanti cristiani i quali, magari con il consiglio di qualcuno che teme di dire loro la verità, si adattano a una ubbidienza formale, a un pentimento che viene espresso soltanto con le parole, manca il dolore di ave rifiutato Cristo e il desiderio di riavere il suo amore.
Vorrei farti presente che quelle poche preghiere che il sacerdote ti dice di recitare come penitenza dei tuoi peccati, sono semplicemente l’indicazione della penitenza che tu devi fare.
Nei tempi passati il confessore comminava al penitente durissime penitenze per i peccati gravi, soltanto dopo che il penitente aveva fatto la penitenza impostagli, riceveva l’assoluzione. Il Concilio ha chiuso definitivamente questa pratica insieme con la pratica dei lunghi ed estenuanti digiuni. Questa norma è stata interpretata come un annullamento della gravità del peccato e come una condanna della penitenza. La verità è diversa: il fedele deve valutare il suo comportamento nei riguardi di Dio e scegliere quella penitenza che per lui è un vero disagio profondo. Il venerdì era proibito mangiare carne, a tanti piace più il pesce e facevano la penitenza mangiando quello che piace di più.
Nella vita intima di ognuno di noi attacchiamo il nostro cuore a tante cose di cui non possiamo fare a meno, in queste cose bisogna fare la penitenza, inoltre il Concilio ha detto anche che la vera penitenza sono le opere di bene, quelle che costano molti sacrifici e rinunzie.
La perdita della gravità del peccato ha portato ad allontanare i fedeli dalla confessione per cui tanti vanno alla comunione e commettono un sacrilegio. Questo disastro della vita spirituale ha portato i cristiani a non considerare peccato da evitare tutto quello che il benessere offre per una vita “felice” e per sostenere la liberà dell’uomo e della donna.
Fratello mio, questa è la strada che ha trascinato la Chiesa nel baratro dell’autodistruzione.
Non poteva essere diversamente perché abbiamo cacciato via Cristo e abbiamo affidato la nostra vita alla guida di satana.
Adesso seguiamo tutti le indicazioni che il Papa ci darà e nella Chiesa tornerà il cristianesimo vero.

(Don Vincenzo Carone, catechesi XXXIV)

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