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Oranti di strada
Bisogna partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu (Beato G. Alberione)
Maria Madre nostra, pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.
Una frase del Vangelo per te:

La Madonna e la Comunità dei Figli di Dio

Carissimi, mi ricordo che, quando ho conosciuto la Comunità, la prima domanda che formulai al mio Assistente di Famiglia è stata: «Qual'è il rapporto della Comunità con la Madonna e con la recita del Rosario?».
Vi lascio immaginare quanto io tenessi al rapporto con la Mamma celeste e di conseguenza alla recita del S. Rosario, dato che sono state quelle Ave Maria ad avvicinarmi e a portarmi all'incontro con Dio; sono state quelle Ave Maria ad intenerire il Cuore di Gesù ed a trarmi dagli abissi del peccato; sono state quelle Ave Maria, rannodate come ad una corda, a farmi salire sempre più su fino a farmi mettere la testa fuori dalla melma; e sono sempre queste Ave Maria che continuano ad accompagnare questo mio pellegrinaggio terreno, insieme ad altri strumenti che la Chiesa offre e mette a disposizione dei suoi figli e che io ho avuto modo di conoscere ed apprezzare nel cammino comunitario, strumenti quali la S. Messa, la Liturgia delle Ore, la Bibbia, l'amore a dei fratelli che non io ho scelto, ecc., che mi permettono sempre di darmi ed aumentare la forza di restare aggrappato a quella corda che mi tiene a galla facendomi desiderare e intravvedere la Luce. Ho capito che la Mamma celeste non è separabile dal Figlio Gesù e che dove sta Gesù là vi è la Madre ed ambedue ci conducono al Padre.
La Comunità non è cristocentrica e non è mariana: è ambedue le cose e tanto Cristo quanto Maria ci conducono a Dio.
Nel mese di maggio nelle Adunanze si è parlato ampiamente della Madonna e della Nicopeia e del nostro rapporto con Lei e, se in qualche Adunanza si è recitato anche il Rosario, non si è fatto male e, se qualche volta lo si fa durante un Ritiro, male non si fa, purché si mantenga quel raccoglimento e silenzio interiore, richiesto dal nostro Padre Fondatore. Il Rosario fa bene a tutti: ai peccatori, ai buoni, ai santi. Soprattutto i santi hanno dimostrato l'efficacia del Rosario. Forse tra i più grandi spicca altissimo san Pio da Pietrelcina. Il suo esempio ha del prodigioso in grado tutto sovrumano. Per più anni egli arrivò a recitare ogni giorno oltre cento corone del Rosario! Un modello gigante che ha garantito la fecondità del Rosario per la sua santificazione e per la salvezza delle anime. Quanti milioni di anime non sono state attratte misteriosamente da quel frate che per ore e ore, di giorno e di notte, sgranava la corona ai piedi della Madonna, fra quelle mani piagate e sanguinanti?... Egli ha dimostrato davvero che «il Rosario è catena di salvezza che pende dalle mani del Salvatore e della sua Beatissima Madre e che indica donde scende a noi ogni grazia e per dove deve da noi salire ogni speranza» (Paolo VI).
Quante volte ho incontrato don Divo Barsotti e l'ho trovato con la corona del Rosario fra le mani! Ricordo anche una volta nel trasferimento in macchina da Brindisi a Bari ci mettemmo a recitare il Rosario.
A Lourdes e a Fatima la Madonna è apparsa per raccomandarci particolarmente il santo Rosario. A Lourdes Ella stessa sgranava la splendida corona, mentre santa Bernadetta recitava le Ave Maria.
A Fatima, in ogni apparizione, la Madonna raccomandò la recita del Rosario. In più, nell'ultima apparizione, Ella si presentò come la "Madonna del Rosario". È veramente grande l'importanza che la Madonna ha dato al Rosario. Non si può amare la Madonna senza amare il Rosario, che è il Salterio della Madonna.
Coloro che pensano che la Comunità debba essere di alt(r)i livelli formativi o di cultura o di..., si sbagliano. La santità non è cultura. E dico a costoro di girare nelle Famiglie e Delegazioni: troveranno tante belle anime semplici che avranno, sì!, difficoltà con il tanto cibo (giusto) che i nostri Comitati alla Cultura e alla Formazione mettono a disposizione, ma che comunque volano ugualmente alti nella santità: il Rosario è preghiera evangelica, preghiera cristologica, preghiera contemplativa in compagnia della Madonna (Marialis cultus 44-47<). Lode e implorazione riempiono le Ave Maria sospingendo la mente verso il mistero presente alla meditazione.
Certamente se ho poco tempo e debbo scegliere tra la Liturgia delle Ore e il Rosario, io vi dico che bisogna scegliere la Liturgia che per noi, consacrati e religiosi, deve avere sempre il primo posto. Il Rosario non sostituisca mai la Liturgia delle Ore e l'Incontro di Gruppo non diventi la recita del Rosario.
Negli ultimi decenni, la Mamma celeste si è fatta presente nei modi e nei tempi più svariati e, se le sue apparizioni, i suoi messaggi si moltiplicano e si fanno sempre più impellenti, è da pensare forse che il momento che viviamo li richiede e che Lei come mamma si preoccupa per i suoi figli.
Don Divo Barsotti dice: «La pochezza della fede rende ciechi gli uomini alla sua presenza, ma nei momenti più gravi e più bui Dio permette che si aprano i loro occhi e la vedano [...]. Le apparizioni non aggiungono, non cambiano nulla nella Vergine; vogliono invece aiutare la nostra fede, ravvivarla nel pericolo e darci fiducia [...]. È la parola di una Madre che altro non vuole che il bene dei figli: è il richiamo a seguire Gesù [...], sono parole che assicurano la sua sollecitudine per la nostra salvezza, che vogliono impegnarci a una più fedele obbedienza al suo Figlio. Non dicono nulla di nuovo, non aggiungono nulla al messaggio cristiano, ma il messaggio cristiano si fa, nelle parole della Vergine, più struggente d'amore, traduce l'ansia di un cuore materno che trepida per la vita dei figli, vuol preservarli dal male, vuoi risparmiar loro il castigo, li conforta nella prova, li anima nella speranza. Sono parole tenere e forti: non possiamo rifiutare di ascoltarle, se ci parla la Madre».
Mi riferisco al fenomeno Medjugorje e badate bene che non voglio minimamente avallare niente di ciò che lo costituisce: non tocca a me ed a nessun altro al di fuori della Chiesa, pronunciarsi su tali eventi, come non tocca a me ed a nessun altro denigrare o scoraggiare coloro che si recano in pellegrinaggio in luoghi di apparizioni quali Medjugorje, realtà su cui la Madre Chiesa vigila attentamente.
La posizione ufficiale della Chiesa è di attesa e tale rimarrà fino a quando le apparizioni non si concluderanno. Vale tuttora la cosiddetta Dichiarazione di Zara, approvata il 10 aprile 1991 dai Vescovi della Conferenza Episcopale Jugoslava: «Sulla base delle ricerche sin qui compiute, non è possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali».
Disse il Padre: «La commissione episcopale avrebbe espresso il suo giudizio sui fatti a Medjugorje e li avrebbe giudicati allucinazione collettiva. Questo giudizio può certo obbligarmi a non compiere un atto pubblico di venerazione e di culto alla Vergine apparsa a Medjugorje, ma non può proibirmi, mi sembra, un atto interno di adesione e di fede, se la Chiesa non ha condannato il messaggio. Sulla natura del fatto il giudizio della Chiesa non è infallibile».
Una espressione, quella della Chiesa, prudenziale, che lascia tutto invariato, non approva né boccia, lasciando ai singoli fedeli la libertà di opinione, senza alcun divieto ai fedeli di recarsi in quei luoghi e fare culto. Noi della Comunità non possiamo vietare o permetterci alcuna presa di posizione in merito, come non si può vietare ad alcuno della Comunità di esprimere pareri o fare considerazioni personali su tali eventi e non si può scoraggiare alcuno a recarsi in pellegrinaggio a Medjugorje.
Dunque vi saluto in Cristo, con un richiamo del Padre: «Non bisogna fare del rapporto con la Madonna un esercizio di pietà. Si imparano a scuola le parole da dire alla mamma quando si torna a casa? Mi sembra una delle cose più gravi trasformare un rapporto di amore in un rapporto giuridico o religioso. Noi sappiamo che il cristianesimo è fede. Dobbiamo vivere un rapporto di fede e questo si fonda sulla percezione di una realtà infinitamente più alta, nella quale si entra e respira; si vive in un mondo nuovo e questo mondo è il cuore di Dio, è la presenza della Vergine, l'evento salvifico, Dio che si comunica a noi nel Sangue di Cristo, nel sorriso di Maria».

Vito, Assistente Generale.

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