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Oranti di strada
Bisogna partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu (G. Alberione)
Maria Madre nostra, è il pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.
Una frase del Vangelo per te:

Lo Spirito Santo elargisce i beni della Redenzione

Tutto il mondo si è inabissato in una crisi del lavoro.
Mons. Pierino Galeone ha espresso alcune considerazioni riguardo a questo gravissimo problema, esse sono l’essenza di alcune catechesi che scrivo per voi, come del resto sono l’essenza di tutte le catechesi. L’uomo intelligente e libero mediante il lavoro sviluppa la propria vita, la vita della propria famiglia e della società. L’attività è la natura intima dello spirito di Dio e dello spirito dell’uomo; Dio è l’essere perfettissimo in una instancabile attività, ha fatto e sostiene il mondo materiale e spirituale, ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, per cui l’uomo è simile a Dio anche nella necessità di lavorare.
Il Figlio di Dio è venuto nel mondo per compiere una missione, per portare a termine un lavoro che consiste nella edificazione di una umanità rinnovata: il Regno di Dio.
Anche tu hai avuto da Dio un compito da assolvere, una missione da portare a termine nei pochi anni della tua vita: devi diventare degno di avere un posto nel Regno dei Cieli, devi fare un cammino di purificazione e liberazione da tutte le realtà umane che ti impediscono di amare il tuo Dio, hai un impegno da assolvere nella vita familiare e sociale.
“Imparate da me che sono mite e umile di cuore”. Gesù è la via per la quale devi camminare ogni giorno e imparare a vincere il tuo egoismo e diventare umile e fedele per realizzare il progetto che Dio ha pensato per te.
Gesù ti ha mandato lo Spirito Santo il quale vuole darti tutti i beni della Redenzione, se tu ti lascerai guidare dalla parola di Dio, lo Spirito Santo formerà in te una mentalità nuova, la tua volontà vorrà realizzare soltanto quello che è degno di te e di Dio, così in te nascerà un modo nuovo di esprimere le tue energie umane e spirituali.
“Io darò loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo, toglierò da loro il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne capace di amare Dio e il prossimo”. L’uomo che ha raggiunto una sua maturità umana e cristiana svolge il suo lavoro nel mistero della Redenzione: il lavoro è parte insostituibile di quella missione che siamo chiamati a compiere, è il mezzo direi unico ed essenziale per realizzare l’ubbidienza alla volontà di Dio. Il lavoro redento diventa un lavoro umano fatto bene e strumento di penitenza e di preghiera. L’uomo trova nel lavoro redento la fonte della pace e della serenità nella vita familiare, individuale e sociale, a livello nazionale e internazionale. L’uomo che non accetta la Redenzione non è interessato a perfezionare la sua vita, egli lavora per avere soldi e cosi soddisfare i suoi desideri i quali il più delle volte non sono buoni, per cui resta sempre insoddisfatto di quello che ha realizzato, i soldi non gli bastano mai, la sua vita è disordinata, vive sempre scontento, preoccupato, nervoso, vive come uno al quale manca tutto pur avendo un discreto livello di benessere.
Questi uomini e donne che non accettano il lavoro redento, il lavoro cioè strumento di perfezione umana e cristiana, diventano la causa di gravi turbamenti e ingiustizie a livello familiare, sociale e mondiale. Sono uomini e donne che non sanno o hanno dimenticato che Gesù ha detto: senza di me non potete far nulla.
Non si può risolvere la crisi del lavoro cercando di ristrutturare il lavoro che diventa strumento di una vita disordinata, che porta alla perdita del Regno di Dio a cui siamo stati chiamati.

(Don Vincenzo Carone, catechesi XII)

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