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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

La forza di Dio opera nella mia debolezza

Quando ci troviamo impegnati a scoprire gli elementi fondamentali della vita spirituale, utilizziamo il linguaggio umano e ci troviamo in difficoltà ogni volta che cerchiamo i vocaboli adatti; è necessario però spiegare il vero significato delle parole. Stiamo parlando della resistenza alle tentazioni che ci vengono dalle sollecitazioni del mondo, della carne e dell’IO, sollecitazioni che vengono sempre provocate da satana. Nel linguaggio umano resistere a una persona che agisce contro di te significa stare contro quella persona, cercare di sopraffare l’avversario e lottare per non lasciarsi sopraffare da lui; questo noi di solito pensiamo quando sentiamo dire: devi lottare contro la tentazione, devi lottare contro il demonio. Tanti non capiscono, e soprattutto non sanno cosa fare, perché la lotta misura la forza dei contendenti, ma la lotta dell’uomo contro satana permette di misurare la debolezza dell’uomo, la potenza di satana e l’onnipotenza di Dio.
San Paolo attraversò un periodo di tentazioni violente, la sua espressione: una spina nella carne, significa che le tentazioni riguardavano l’attrazione irresistibile della sessualità che potrebbe essere stata una donna. Dice ancora: un angelo di satana mi schiaffeggia. Schiaffeggiare una persona significa umiliarla, e nel caso di San Paolo l’umiliazione era la sua incapacità a resistere alla tentazione. Gesù gli disse: ti basta la mia grazia. San Paolo allora capì che l’uomo può resistere al fascino del peccato soltanto con l’aiuto della grazia di Dio.
Quando fece l’esperienza che l’aiuto divino era efficace San Paolo si rese conto che la tentazione non scomparve, non diminuì la forza dell'attrazione, aumentò invece la forza della sua volontà a rifiutarla, per cui scrisse: la forza di Dio opera nella mia debolezza, quando io sono debole sono forte.
La lotta contro satana ti porta alla conoscenza della tua fragilità e della tua impotenza a resistere alla tentazione, ti porta alla conoscenza che satana quando ti presenta il fascino del male lo fa attraverso la fragilità delle tue passioni che tu non sei capace di tenere sotto controllo, per cui non hai altra scelta; o pensi come tanti che la natura umana è fatta cosi, che Dio l’ha creata cosi e certe cose non possono essere considerate peccato, che quello che Dio ha creato non è peccato, oppure devi fare ricorso alle tue risorse spirituali: preghiera, Eucarestia, devozione mariana, prudenza e soprattutto fede. Allora conoscerai che l’onnipotenza di Dio ti rende più forte della potenza di satana e anche tu dirai con San Paolo, quando sono debole, allora sono forte.
Fratello mio se usiamo bene i mezzi spirituali che la Chiesa ci offre in nome di Cristo, faremo l’esperienza dell’amore di Dio che opera nella nostra vita.
Lottare contro il maligno sarebbe infantile se non ci fosse la fiducia in Dio che scende a combattere con te e ti dona la forza per resistere alle tentazioni, resistere senza peccare significa vincere, perché l’impegno a non lasciarsi travolgere dalla tentazione diventa fonte delle grazie più grandi che Dio ci dona, diventa fonte della vera santità, solo cosi noi possiamo acquistare meriti per la nostra salvezza. Gesù in questa lotta si comporta con noi come in tutte le altre opere buone, come per esempio la preghiera e la conquista delle virtù. Gesù ci rende facile quello che è difficile e ci dona il premio che merita chi ha superato quello che era difficile.

(Don Vincenzo Carone, catechesi XXIX)

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