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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

E' lotta tra bene, male e misura del bene

Fu Padre Gabriele ad accogliermi in confessione nell'imponente Abbazia di Vallombrosa, dopo quaranta e più anni durante i quali fui affascinato dalle distrazioni del mondo.
Era domenica 16 novembre 2008.
"Grazie o Dio, d'aver fissato ancor prima che nascessi il giorno della mia nuova nascita"!
Non vorrei fare un bilancio di questi tre anni, sento solo che non ho saputo, voluto o potuto onorare il mio debito d'amore. Ma come si può onorare un immenso debito che inarrestabile dilaga sempre più giorno dopo giorno? Ciò nonostante non sono in apprensione, poiché questa considerazione scaturisce quale conseguenza al desiderio dell'anima di unirsi a Cristo.
Da allora ho cercato di comprendere e di mettere in pratica, anche se miseramente, la carità. Se vedessi il bicchiere mezzo pieno potrei forse stupirmi del cammino fatto, ma Gesù Cristo mi travolge ancora, e io non posso misurare quest'amore, ne sono travolto.
Dio è come le stagioni: ora puntuale, ora anticipa, ora ritarda, ora arriva inaspettato, ma sempre sorprende e soprattutto, non manca mai di donarsi. Io invece sono incostante, sono come un adolescente che un po' abbandona la mano della mamma, un po' gode del conforto dell'abbraccio, sapendo che le mie miserie sono già perdonate nel momento in cui sono chiamato nell'Immensità che è discesa fino a me.
Emerge dal mio io una costante contraddizione che comporta una continua lotta non soltanto tra il bene e il male, ma anche con la misura del bene.
Cerco di vivere rapportandomi nei ranghi che la società sembra apparentemente imporre, tanto da poter sembrare anche una persona misurata; ma ciò non pare necessariamente un merito, poiché l'etichetta di persona misurata è già di per sé "misura" e in quanto tale non può rapportarsi con l'amore di Dio, che è dono totale e immisurabile. In effetti l'esser misurato può anche impedire il donarsi completamente a Cristo, ai fratelli, alle sorelle.
E' un quadro dove io non posseggo che la minima misura dell'amore, nel quale  il dono di me stesso avviene col "bilancino", a casa, al lavoro, per strada. Soltanto a Messa mi pare di donarmi completamente, o almeno credo.
A proposito della Messa, apro una parentesi che mi sta proprio a cuore: perché prendere la S. Comunione in mano e talvolta portarla alla bocca con tanta disinvoltura come fosse una caramella? Nel dono del nostro Dio (!) non sarebbe meglio inginocchiarsi e ricevere la particola sulla lingua, adorando il Cristo con umiltà? Sarebbe un dono reciproco. Eppoi che problema c'è a lasciarsi trasportare, cullare, invadere, travolgere e stravolgere dall'amore di Dio, almeno in Chiesa? Che problema c'è se poi ci portiamo quest'amore anche a casa e in tutte le nostre faccende? Perché rinunciare a godere pienamente di quel fuoco? Lui accende un fuoco d'amore, ma poi sta a noi scavalcare la barriera del conformismo per abbandonarci a Lui. Nient'altro desidera Dio e la porta del suo cuore è sempre aperta, a tutti!
Pensiamo bene: il suo amore di fronte al peccato dell'uomo è sempre totale, nonostante tutto. Incredibile!
Invece talvolta noi azzardiamo perfino di misurare le miserie altrui, così da mettere in piazza tutta la nostra pochezza, non riconoscendo che Dio è nel prossimo, siccome l'amore verso Dio e verso il prossimo non differisce e non può scindersi, poiché Dio è Padre di tutti. Qui trova compimento il mio debito d'amore...
Sia benedetto Dio e tutti coloro che lo amano! Amen.

Teófilo

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